Up Il Monte Gleno (2882 m) risalito dalla sua valle il 6 agosto 2015 Slideshow

Il lungo itinerario risale tutta la Valle di Gleno, uno degli ambienti più belli e meglio conservati delle Orobie. Il suo nome è tristemente legato al tragico schianto della diga che il primo dicembre 1923 scon¬volse la Valle di Scalve e la Val Camonica, causando oltre 500 vittime

PERCORSO: Per E fino alla base della salita rocciosa; EE la salita rocciosa oltre il ghiaione erboso al colletto e alla cima:Km 16,40, dislivello 1620 m, oltre 5 ore di salita , oltre 3 di discesa, acqua in abbondanza fino ad alta quota Pianezza (1260 m) Sul sentiero 411 > Diga-Lago del Gleno Sul Sentiero 410> Baita Bassa (1558 m) > Baita di Mezzo (1818 m) > Baita Alta (2088 m) > Bivio sent. 410 (Passo di Belviso) – sent. 321 (Passo di Bondone) Sulla traccia con radi bolli rossi sbiaditi ed omini: salita dal sent. 410 alla cima del Gleno.

Da Bergamo, attraverso il Passo della Presolana raggiungiamo Vilminore di Scalve, da dove saliamo alla frazione Pianezza, posta su un panoramico dosso prativo. Dalla piazzetta di Pianezza (1260 m; parcheggio e fontana), imbocchiamo il sentiero 411 per la Diga del Gleno che sale tra prati ben curati e panoramici verso la Presolana. Raggiunta una baita, seguiamo a destra la stradetta pianeggiante da cui al limitare del bosco si stacca verso sinistra un sentiero per la diga del Gleno. Tenuta la sinistra al bivio immediatamente successivo, recuperiamo la linea di cresta, dove il sentiero si affianca ad una condotta forzata dell'acqua. Zigzagando tra cespugli di pino mugo e rododendro saliamo lungo il sassoso sentiero che, raggiunta quota 1.507, improvvisamente si spiana. Piegando a sini¬stra si taglia così, sopra la condotta forzata, il ripido versante Sud-Ovest del Pizzo Pianezza, che offre spettacolari visioni sulle chiare rocce della Presolana, del Ferrante e del Pizzo di Petto. Il tracciato, in alcuni trat¬ti intagliato nella viva roccia, entra decisamente nella Valle di Gleno puntando verso i ruderi della diga (1527 m). Man mano ci avviciniamo si colgono sempre più nettamente le notevoli dimensioni di questo manufatto, muto testimone dell'immane tragedia consumatasi quasi un secolo fa. Era l'alba del 1 dicembre 1923 quando la diga ad archi multipli, da pochi mesi ultimata secondo tecniche di nuova concezione ma con materiali sca¬denti, si squarciò improvvisamente rovesciando a valle oltre 6 milioni di metri cubi d'acqua. L'immensa fiumana, scendendo lungo la Valle del Dezzo, travolse e distrusse paesi, prati, boschi, baite e strade, causando la morte di oltre 500 persone, alcune delle quali mai più ritrovate. Grazie alla piccola diga che attualmente trattiene le limpide acque del Lago del Gleno guadagniamo il lato opposto della valle, ove si incrocia il sentiero proveniente da Bueggio. Riprendiamo a salire gradatamente lungo la sponda destra idrografica (segnavia.410) toccando dapprima la Baita bassa del Gleno (m 1.558) e poi la Baita di Mezzo (1818 m), ambedue poste sul fondo di ampie conche di origine glaciale. Nella sua struttura¬zione l'Alpe Gleno è la tipica malga di una vallata alpina: le tre stazioni, ben definite alle diverse quote, consentono infatti al caricatore di orga¬nizzare i periodi di permanenza del bestiame. In questo modo la stazione più elevata, dove la neve tarda a sciogliersi, viene raggiunta nel pieno dell'estate mentre quella più bassa, pascolata a inizio stagione, ha tutto il tempo per produrre un buon ricaccio d'erba che sfamerà per qualche giorno la mandria lungo la via del ritorno in valle. Un tratto ripido, localmente lastricato e inciso nella roc¬cia viva, conduce sopra l'ennesimo gradino roccioso, alla Baita alta del Gleno (2.088 m) e al suo grande "bàrek", l'arcaico recinto in sassi per il bestiame. Saliamo ora faticosamente l'erto pendio piegando gradualmente verso destra e poi verso sinistra. Su pascolo rado e sempre più frequenti pietraie ci si collega poco dopo al tracciato dell'Itinerario Naturalistico Antonio Curò, che in questo tratto (segnavia 321) pone in connessione i passi di Bondione e Belviso. Proprio verso quest'ultimo continuiamo la salita rimontando con rapide svolte un dosso roccioso. Quando il sentiero, verso destra, entra decisamente nella valletta che scende dal passo di Belviso, lo abbandoniamo per ritrovare a sinistra alla base del ghiaione erboso su un grande masso l’ indicazione per la traccia di salita al Gleno. Salito il ghiaione erboso, praticamente un giardino fiorito, giungiamo ai gradoni rocciosi, dove, seguendo i radi e consunti bolli rossi ed omini, alcuni non facili da trovare e da ricercare con pazienza, risaliamo le erte roccette della parete meridionale di questa poderosa montagna. Dopo paziente, lunga, impegnativa salita, ricorrendo in numerosi punti all’aiuto delle mani, raggiungiamo il colletto, la crestina di collegamento tra il Glenino (1852 m) , punta secondaria del monte e la vetta vera e propria (2882 m). Breve ma impegnativa e su tratti esposti la salita a sinistra in vetta al Gleno (2882 m) su traccia che si snoda tra imponenti roccioni e lastroni di nera roccia…non per niente la cima del Gleno, vista dal Tre Confini soprattutto, in loco, viene chiamata ‘ Brèta negra’. Giunti sullo spartiacque, risaliamo con attenzione la cresta,un pò friabile, stando a tratti sul versante scalvino e a tratti sul versante seriano... La vetta, conquistata per la prima volta da un inglese nel 1883, adornata da una bella croce, è bellissima,piccola,selvaggia, con un panorama grandioso sul versante scalvino verso la vallata del Gleno risalita e sul versante seriano verso la valle del Trobio con le vicine vette del Trobio, del Tre Confini e del Recastello e sul sottostante ghiacciaio del Trobio-Gleno, uno dei pochi ghiacciai rimasti sulle Alpi Orobie, l'unico posto sul versante bergamasco della catena. formato da due apparati glaciali, situati sotto la cresta che dal Pizzo dei Tre Confini porta al Gleno e quindi alla Cima Trobio.Le acque di fusione dei due piccoli ghiacciai formano il torrente Trobio, che dopo pochi chilometri di percorso si getta nel Lago del Barbellino, determinandone il colore verdastro delle acque. Infatti il nome "trobio" deriva dall'aggettivo "torbido", caratteristica di cui gode la maggioranza dei torrenti generati dalla fusione dei ghiacciai. Goduto lo spettacolo della cima, immortalato in numerosi scatti fotografici, approfittando di squarci di sole, accumulatasi la nebbia, dalla cima rientrati con attenzione al colletto, scendiamo rifacendo il lungo percorso di salita, rientrando a Pianezza all’imbrunire, felici di essere riusciti a salire sulla ottava vetta delle Orobie.


01 Al colletto del Gleno-Glenino
02 In vetta al Monte Gleno 2882 m
03 Alla croce di vetta del  Monte Gleno 2882 m
04 Alla croce di vetta del  Monte Gleno 2882 m
05 Tracciato GPS - Pianezza-Gleno - 1
06 Tracciato GPS - Pianezza-Gleno - 2
07 Partiamo da Pianezza (1260 m), piazzale chiesa
08 Sentiero 411 per la Diga del Gleno
09 Sul sentiero 211
10 Sentiero 211 scavato nella nera roccia
11 Abbraccio alla nera roccia orobica
12 Ruderi diga del Gleno
13 Ruderi diga del Gleno
14 Ruderi diga del Gleno con la luna
15 Il disastroso crollo
16 Il laghetto attuale
17 I ruderi si specchiano nel lago attuale
18 Lo squarcio aperto sulla Regina
19 Lo squarcio...una finestra panoramica sulla Regina !
20 Lo squarcio...una finestra panoramica sulla Regina !
21 Alla Baita Bassa del Gleno (1558 m) sul sentiero 410
22 Dal sentiero 410 vista sul pianoro del Lago-Diga del Gleno
23 Stelina in attesa di Prisca
24 Verde pianoro della Baita di Mezzo
25 Baita di Mezzo (1818 m)
26 Zoom sul Monte Gleno
27 Doppio zoom sulla cima con croce del Monte Gleno
28 Gleno (2882 m) a sx , Solega (2630 m) a dx
29 Sguardo indietro al pianoro della Baita di Mezzo
30 Pizzo Tornello , versante nord
31 Cima Pizzo Tornello (2687 m) con croce
32 Sul 410 ormai in quota 2000
33 Dal sentiero 410 a quota 2000 vista sulla Valle del Gleno
34 Sentiero 410, per Passo Belviso a dx, per Passo Bondione a sx
35 Per il Gleno avanti per Belviso per poco e poi a sx alla base del ghiaione centrale
36 Il 410 prosegue a dx per Belviso, noi a sx,,,
37 Attraversando un giardino fiorito
38 Fiori di viola comollia
39 Alla base del ghiaione centrale parte il sentiero-traccia per Cima Gleno
40 Ok sotto a chi tocca !
41 Campanula di Scheuchzer (Campanula Scheuchzeri)
42 Papavero alpino (Papaver rhaethicum)
44 Salito il ghiaione centrale bollo rosso sulle rocce
45 Sosta con Stelina tra i fiori
46 Slpendido bouquet variegato
47 Sguardo indietro al ghiaione erboso salito
48 Primo tratto su roccette  con attenzione
49 poi la traccia si trova ricercando a gran fatica i consunti bolli rossi
50 la traccia sale sempre tra splendidi fiori
51 la traccia sale sempre tra splendidi fiori
52 E il Piero non perde uno scatto ...
53 Stelina in pole position...
54 Stelina affettuosa
55 Sotto enormi roccioni
56 Sotto enormi roccioni
57 Grandi bouquets di Saxifraga verde-azzurra
58 Grandi bouquets di Saxifraga verde-azzurra
59 Unica freccia utile...ce ne fossero altre !
60 Ok le freccia, ma qui adesso il prossimo bollo...
61 ...trovato bollo rosso !
62 altro bollo per salire al colletto
63 Finalmente in vista della vetta del Gleno !
64 Al colletto tra Glenino e Gleno
65 Vista in Recastello
66 Vista sulla vedretta e valle del Trobio
67 Stelina in perlustrazione...alle spalle la Cima di Trobio (2868 m)
68 Dal colletto vista da sx su Gleno, Recastello, Cima di Trobio, Glenino
69 Ed ora strappo finale per la vetta
70 Su un roccioso divano panoramico...
71 Enormi piastre di roccia
72 Manca poco alla vetta...
73 non si vedono bolli, ma di qui non si sale !
74 Da questo stretto canalino si sale,,,
75 Ok si sale di qui....in cima un bollino sbiadito
76 Stretto ma non difficile...
77 Panoramica dalla cresta di cima Gleno
78 Ultimi passaggi in cresta
79 Ultimi passaggi in cresta
80 Potentilla nitida
81 Primo salitore
82 Offrici un percorso sicuro !
83 Croce di vetta Monte Gleno (2882 m)
84 Croce di vetta Monte Gleno (2882 m)
85 ...Con questo segno vincerai !
86 Vista sul Lago di Belviso
87 Vista sul Lago di Belviso
88 Vista sul Recastello e sulla vedretta e valle del Trobio
89 Verso la Cima del Trobio, la vedretta del Gleno e il Lago di Belviso
90 Rientriamo al colletto Gleno-Glenino
91 Passaggi in cresta esposta ma con appoggi
92 Passaggi in cresta esposta ma con appoggi
93 Passaggi in cresta esposta ma con appoggi
94 ...con attenzione !
95 ...con attenzione !
96 Rientriamo al colletto Gleno-Glenino
97 Scendiamo nella nebbia ma con i fiori !
98 Scendiamo nella nebbia ma con i fiori !
99 Scendiamo nella nebbia ma con i fiori !
100 Al pianoro Diga-Lago del Gleno
Saxifraga paniculata

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