foto di GIUSEPPE POLONI - "BEPPE" Albino (Bergamo) - |
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Scialpinistica da Gorno (Calchera) in Cima Grem, passando dal Rif. Grem e dal Baitone, |
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Con l'amico Giulio, saliamo alla frazione Calchera di Gorno dove iniziamo l'avvicinamento, prima sulla strada sterrata quasi pianeggiante fino al rif. Grem, poi sui più aspri crinali che coducono al "baitone". La giornata è luminosa, e nulla fa presagire il freddo che dovremo patire, guardando verso l'alto però, notiamo le creste spazzate dal vento, con la neve che si solleva verso il cielo. Le raffiche sono continue e sempre più forti, tanto che sotto la cresta il mio amico rinuncia, io proseguo da solo fino alla croce di vetta, dove ci sono solo 4 sci-alpinisti che in breve tempo si preparano per la discesa, credo sia la giornata in cui ho sofferto il freddo più di ogni altra in tutto l'inverno, il tempo di scattare qualche foto e anch'io scendo, in neve abbastanza bella, verso il "baitone" dove trovo l'amico Giulio alle prese con pancetta e formagella nostrane. Sono circa le 11 ci fermiamo per un'oretta prima di continuare la discesa con gli sci, che termina, grazie ad un corridoio di neve di fianco alla strada, a pochi metri dalla mia auto.
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Scialpinistica al Farno e al Pizzo Formico con passaggio al Rifugio Parafulmen il 27 febbraio 2010 |
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Dopo un periodo di "forzato riposo" sto riprendendo gradualmente la mia attività preferita, (lo sci - alpinismo) oggi è una bella giornata, con l'amico Giulio e i suoi due cagnolini, saliamo al Pizzo Formico, dalla cui cima si spazia a 360° dalla pianura, a tutto l'arco delle Orobie ed oltre, scendiamo poi verso la bella pista di fondo e, rimesse le pelli, saliamo dal versante opposto, fino al rifugio Parafulmine, da quì scendiamo sulla dorsale a sinistra fino alla pineta sottostante, (dove purtroppo la neve finisce) bellissima discesa in neve dura e compatta. Rimettiamo di nuovo le pelli per una salita di circa 3/4 d'ora, fino alla baita vicino alla strada, dove ci fermiamo al riparo dal vento freddo, per il nostro solito "spuntino" e relativa "siesta"
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Salita scialpinistica da Teveno di Vilminore di Scalve al monte Barbarossa domenica 24 gennaio 2010 |
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Anche stamattina, come ieri, partiamo da Albino con cielo nuvoloso, ma ormai sappiamo che è una copertura presente solo in pianura, arriviamo a Teveno con cielo terso, anche se fa molto freddo. Iniziamo la salita sulla stradina che si inerpica nel bosco di abeti, quì in basso di neve ne è rimasta poca, tanto che sul percorso, sporgono parecchi sassi, mentre saliamo in quota, lo spessore aumenta, tanto che sul tetto della baita bassa ce n'è più di un metro, ora il panorama si apre, mostrando in pieno la bellezza delle nostre montagne. Raggiungiamo il "colletto delle oche" dove c'è parecchia gente, lasciamo gli sci e, a piedi, in pochi minuti raggiungiamo la vetta del Barbarossa mt. 2.138. Un ragazzo e una ragazza, dalla cima scendono con gli sci dal canalino (molto ripido) che va verso la valle dell'Asta, si trovano subito in difficoltà a causa della poca neve polverosa, sopra uno strato di neve ghiacciata, che li costringe a fare tutto il canalino in derapata. Il tempo di fare quattro foto, torniamo al colletto, per calzare gli sci e iniziare una bella discesa che terminerà ad un metro dalla nostra macchina! sono le 12,05 facciamo in tempo ad arrivare a casa per il pranzo!
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Scialpinistica da Colere allo Chalet dell'aquila (2200 m.) sabato 23 gennaio 2010 |
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Sabato 23 genn. 2010 Partiamo da Carbonera di Colere seguendo il percorso destinato agli sci-alpinisti (da alcuni anni è proibito risalire le piste) giunti a Polzone, prendiamo il sentiero a destra della pista, (per la verità molto più dispendioso in termini di fatica) in direzione della Val Conchetta, lo seguiamo fino ad arrivare in prossimità dell'arrivo della seggiovia che porta sotto il Ferrantino a quota 2.200, sia io che il mio amico Giulio decidiamo di non andare oltre, era in programma la discesa al rif. Albani e poi dal colle della Guaita, ma visto che non siamo nel momento migliore di forma fisica, decidiamo di comune accordo di scendere lungo le piste, nonostante la splendida giornata, quì fa molto freddo, non ci facciamo incantare dal profumo delle salsicce e degli spiedini che fanno bella mostra di se, sulla griglia all'esterno dello chalet dell'Aquila, scendiamo a Polzone, per consumare il nostro "spuntino" quì siamo riparati dall'aria e baciati da un tiepido sole!
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Scialpinistica da Lizzola al Passo di Manina e Monte Sasna nella splendida giornata del 16 gennaio 2010 |
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Secondo il meteo, oggi dovrebbe essere una bella giornata, guardando dalla finestra invece, si vedono nubi e nebbie fino a metà montagna, partiamo lo stesso alla volta di Lizzola, mentre saliamo in alta valle, il cielo si rischiara e tutte le nubi svaniscono, mostrando un paesaggio limpido e terso, in questi giorni, la temperatura è rimasta fredda, tanto che dopo una settimana dall'ultima nevicata, c'è ancora la neve attaccata agli alberi. Iniziamo a salire verso il passo della Manina, chi ha fatto per primo la "traccia" è certamente un atleta e di certo è molto più giovane di noi, infatti è molto ripida ed in certi punti si fa fatica a mantenere l'aderenza delle pelli, scivolando all'indietro, giunti alla Manina, usciamo dall'ombra e il clima si fa più dolce, "molliamo" la felpa pesante e riprendiamo la salita, mentre io mi attardo a fare qualche foto, il mio amico Giulio arriva alla croce posta sull'anticima, (alla croce di vetta mancano solo poche decine di metri), al mio invito a proseguire, Giulio mi risponde che per lui la vetta è quella, io proseguo, sulla cima trovo alcuni amici del CAI di Gazzaniga con i quali faccio quattro chiacchiere prima di scendere di nuovo per stare in compagnia del mio amico, che nel frattempo sta facendo il suo spuntino, anch'io mangio un po di frutta, parlando con i presenti della splendida giornata che stiamo vivendo. Dopo una mezzoretta, iniziamo la lunga, splendida discesa in una neve alta e leggera, assolutamente il meglio che si possa desiderare, invecie di fare il normale itinerario, valutata la non pericolosità delle condizioni odierne, scendiamo dalla direttissima, molto ripida, ma bellissima e divertente anche per chi, come me, non è un provetto sciatore. Ci fermiamo al bar per un buon caffè, lasciando a malincuore questi lumininosi splendidi paesaggi, per infilarci di nuovo nel grigiore del cielo della media valle Seriana.
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Scialpinistica da Lizzola salita a Cima dell'Asta con discesa sostando al Rifugio Mirtillo il 16 dicembre 2009 |
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Dopo la brutta esperienza di una settimana fa, quando, partendo da Valcanale, abbiamo tentato di raggiungere il passo di Corna Piana, fra enormi blocchi di neve ghiacciata slavinati a valle e con non poche difficoltà anche per scendere.... Domenica scorsa, con il gruppo del CAI, siamo saliti da Lizzola alla Cima dell'Asta, sotto una insistente nevicata, che quì ha portato 10 cm. di neve fresca, ma che in discesa non abbiamo potuto godere, a causa della fittissima nebbia che ci impediva di vedere il terreno sotto i nostri piedi. Oggi, 16 dic. io e il mio amico Giulio, vista la bella giornata abbiamo deciso di ripetere quest'ultima gita, arriviamo a Lizzola verso le 9,15, la temperatura è di 11 gradi sotto zero, ma il tempo è bellissimo, arriveremo a circa metà del percorso, prima di riuscire a scaldare le mani, gli impianti di risalita sono fermi, ne approfittiamo per salire seguendo le piste, arriviamo sulla cima dopo poco meno di 2 ore, quì c'è un bel sole e si sta abbastanza bene, dopo circa mezz'ora scendiamo al rifugio "Mirtillo" per assaporare il nostro meritato panino, e poi giù a capofitto, dalle piste appena battute. Arriviamo con gli sci ai piedi fino alla macchina, anche se nel tratto finale, affiorano parecchi sassi!
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Sci-alpinistica al monte Gardena, stavolta sono con una quindicina di amici del CAI-Albino il 6 dicembre 2009 |
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Oggi, al contrario di ieri al Timogno, non sono più solo, con una quindicina di amici del CAI di Albino, ci portiamo ai "Fondi" di Schilpario, dove iniziamo la salita con gli sci, verso il rifugio Cimon della Bagozza, il cielo è nuvoloso e c'è una luce strana, dopo aver salutato Silvio, il rifugista, proseguiamo verso la cima del monte Gardena, sul percorso una miriade di persone, le vediamo in fila indiana, salire davanti a noi, ci sono anche dei gruppi di allievi del corso di sci alpinismo, accompagnati dal mio "vecchio" istruttore, il grande (e non solo di statura) Franco Maestrini. Giunti in vetta facciamo fatica a trovare un pò di spazio, una sosta di circa mezz'ora e poi giù, per una fantastica discesa in "neve fresca", nella prima parte la neve ha già fatto la "crosta" ed è abbastanza insidiosa, ma più in basso è bellissima alta, soffice e leggera, per chiudere in bellezza, nonostante il meteo, ci fermiamo in un'osteria per un panino ed un bicchier di vino in allegra compagnia! |
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Prima scialpinistica...parto da solo ma, in Vodala-Timogno, tanti scialpinisti , il 5 dicembre 2009 |
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Sabato 5 dic. dopo aver sentito alcuni amici, tutti impegnati, decido di partire da solo, la giornata è molto bella e neppure tanto fredda, risalgo le piste degli Spiazzi di Gromo fin sopra Il rif. Vodala, sono più numerosi gli scialpinisti che non i "pistaioli" è la prima uscita stagionale con gli sci, e devo dire che sto facendo parecchia fatica, sarà per il poco allenamento, o più verosimilmente perchè le "primavere" cominciano ad essere tante, fatto sta che arrivo in vetta abbastanza provato. Sul ripido spallone c'è una vera "processione", dai giovani atleti che si stanno allenando, e ripetono la salita per due-tre volte, a gente di mezza età, e altri ancora che, come me sono più avanti con gli anni, ma sono felicissimi di vivere la montagna in questo modo. In vetta si sta bene, il sole è tiepido e non c'è vento, per questo motivo rimango li per quasi un'ora ad ammirare lo spettacolo delle Orobie e conversando con i numerosi presenti, inizio la discesa in neve non sempre ottimale, specialmente il primo nel tratto, ha già fatto la "crosta", sotto invecie è rimasta leggera e polverosa come piace a me, scendendo lungo le piste cerco di sfruttare i tratti che non sono stati "battuti", è una vera goduria! |
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Noi poveri pensionati, una cosa abbiamo di buono, la libertà di poter scegliere le giornate "giuste" per fare quello che ci piace. Oggi infatti la giornata è spettacolare, io e il mio amico Rinaldo, partiamo da Albino senza una meta precisa, saliamo a Valcanale pensando di trovare solo un po di neve in alto, la sorpresa è che già al parcheggio sopra il paese, ce ne sono più di 15 cm. che aumenta man mano che ci alziamo di quota, l'unico rammarico è quello di non aver portato ne sci ne ciaspole. Raggiungiamo il rif. Alpe Corte, in un paesaggio da fiaba, con gli alberi carichi di neve, ci sono tre persone più avanti, meno male, ci alleviano almeno un po' la fatica, anche se ogni tanto nonostante ci abbiano battuto la pista, sprofondiamo fin'oltre il ginocchio, superiamo le baite Nevel ( bassa e alta) e in breve tempo raggiungiamo il passo Branchino, dove gli altri sono arrivati da alcuni minuti, ci congratuliamo l'un l'altro per aver indovinato l'itinerario e la giornata giusta. Sta arrivando qualche nuvola e fa piuttosto freddo, tanto che, arriviamo al rifugio, con mani e piedi "gelati", con un po di attenzione, per alcuni punti ghiacciati, scendiamo fino alla macchina, felici di aver passato una cosi bella giornata!! |
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Il meteo non promette niente di buono per i prossimi giorni, decidiamo allora di "sfruttare" l'ultimo giorno di beltempo. Partiamo da Valbondione senza una meta ben precisa, ci siamo riservati di decidere in base alle condizioni neve- ghiaccio, che troveremo in alto, saliamo verso il Curò fra i meravigliosi colori che l'autunno ci riserva ogni anno. Con nostra grande meraviglia, notiamo le cascate del Serio, in piena attività e con una portata quasi piena, raggiunto il rifugio, ci incamminiamo verso la Val Cerviera e, subito notiamo che c'è parecchio ghiaccio, accantoniamo subito l'idea di salire sul Recastello e ripieghiamo per il giro -lago della Malgina, lago Gelt e passo Caronella. Fino al lago della Malgina, nessun problema, poi saliamo, seguendo le innumerevoli impronte lasciate nella neve dagli stambecchi e, con difficoltà arriviamo fin sotto il lago Gelt, (i ramponi sono rimasti a casa) dopo una breve sosta, decidiamo di tornare indietro, scendiamo fino alla confluenza con il sentiero che dal Curò va verso il rif. Barbellino, lo risaliamo fino al lago naturale, cerchiamo un angolo riparato dal vento per fare uno spuntino, nonostante la splendida giornata, non c'è in giro anima viva, incontriamo solo una coppia mentre torniamo al Curò. Iniziamo a scendere dallo "scarico" e subito notiamo che dalla val Seriana arrivano dense nebbie, dobbiamo dare atto al buon Regazzoni che l'ha proprio azzeccata! |
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Visto il perdurare del bel tempo, decidiamo di salire al pizzo tre Signori, mt. 2554, che per noi è del tutto inedita. Partiamo da Albino verso le 6.15 alla volta di Ornica, iniziamo a salire, prima sul ripido sentiero acciottolato, poi sulla carrareccia che porta verso l'agriturismo "Ferdy" la temperatura è decisamente fredda, ma la giornata è stupenda, giunti nei pressi di una valletta, Marco nota un cespuglio coperto di ghiaccio, si avvicina per fotografarlo e quì succede il fattaccio, mette il piede su un sasso coperto di ghiaccio e fa un tuffo "carpiato" nell'acqua gelida, lui, per la verità un pò inesperto, si è portato solo una maglietta di ricambio, lo asciughiamo per quanto possibile, gli strizziamo i pantaloni e gli diamo una felpa asciutta. Dopo tutto questo, riprendiamo a salire la lunga vallata, fino alla bocchetta d'Inferno, incontrando sul percorso un folto gruppo di camosci che pascolano tranquillamente, percorriamo non senza fatica l'ultimo tratto fino alla vetta, dove stranamente non c'è vento. Il panorama è impagabile si spazia con lo sguardo, dal M. Rosa al Cervino, dal M. Bianco a tutta la catena alpina, alle alpi Retiche fino alle nostre Orobie e al lago di Como, spettacolo!!! mentre facciamo uno spuntino, inizia a tirare un vento gelido, tanto che Marco, che aveva steso i suoi indumenti bagnati, li trova rigidi come "baccalà". Un giovane stambecco salendo dal lato sud, arriva a pochi passi dalla cima, per niente intimorito dalla nostra presenza ne dal fatto che i presenti si avvicinano per fotografarlo. iniziamo la lunga discesa fermandoci ogni tanto a riposare, pensavo che il 3 Signori che supera di poco i 2550 mt, fosse meno duro! |
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Salita al Rif. Coca con traversata al Rif. Curò e discesa a Valbondione dall'impegnativo sentiero invernale, caldissimo il 27 agosto 2009 |
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27 agosto 09 Oggi siamo solo io e Rinaldo, partendo dalla località "Grumetti" in Valbondione saliamo al rif. Coca passando nelle vicinanze dell'ormai famoso arco di neve, proprio sotto la cascata, la valanga scesa quì quest'inverno, ha sradicato e spezzato una grande quantità di alberi, tanto che per trovare il sentiero, bisogna zigzagare fra i tronchi spezzati. Giunti al Coca, facciamo una breve sosta e, vista la stupenda giornata, decidiamo di fare la traversata al Curò, sul percorso, oltre al panorama mozzafiato, si possono ammirare splendide stelle alpine, ci fermiamo nel punto più alto del percorso per scattare alcune foto e poi giù a capofitto per la lunga discesa fino in fondo alla "Valmorta" e da quì raggiungiamo la val Cerviera per il meritato spuntino, e l'altrettanto meritato "riposino" (alla nostra veneranda età non bisogna strafare). scendiamo poi a valle passando dal sentiero invernale, in un clima infuocato e fra rocce arroventate dal sole, passiamo dall'osservatorio e poi a Maslana, dove, per rinfrescarci, ci tuffiamo letteralmente nella fontanella del villaggio. |
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Giro ad anello del lago Alpe Gera, passando dal Rifugio Bignami in Valmalenco il 13 agosto 2009 |
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13 agosto 2009 - Giro ad anello del Lago Alpe Gera, passando dal Rifugio Bignami. Siamo saliti a Chiesa in Valmalenco per incontrare alcuni amici di Milano che sono lì in villeggiatura; vista la bella giornata, decidiamo di fare insieme a loro una bella gita fra queste splendide montagne. Ci portiamo in macchina fino ai quasi 2000 metri di Campo Moro, oggi questa zona è affollatissima per le gare di tuffi dalle grandi altezze, gli atleti si tufferanno da 25 mt. nel lago. Lasciamo la macchina sotto la grande diga del Lago di Alpe Gera ed iniziamo a risalirla fino alla sua sommità, da dove si apre uno splendido panorama con ghiacciai e vette meravigliose. Il sentiero per il rifugio è comodo e nello stesso tempo spettacolare, scorre infatti a picco sul lago, pieno fino all'orlo. Raggiunto il rifugio, dopo lo spuntino, scendiamo fin sotto una suggestiva cascata, che raccoglie l'acqua di disgelo dei ghiacciai soprastanti, passando poi per il piccolo, ma suggestivo borgo all' Alpe Gembrè e proseguire nel giro del lago, risalendo verso la Val Poschiavina e tornando alla diga. Nel frattempo si sono concluse le gare di tuffi e ci troviamo, nostro malgrado, in mezzo ad un bailame di macchine che tornano a valle |
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Salita dal Rif. Pizzini al Rif. Casati e ascensione al Cevedale il 1 agosto 2009 , esc. al Lago dei Caprioli in Val di Sole il 2 |
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Siamo partiti da Albino alle 4.30 per raggiungere i "Forni" sopra Santa Caterina in Valfurva, allle 7.30 saliamo sul fuoristrada che ci porterà fin sopra il Rif. Pizzini, scarichiamo armi e bagagli ed iniziamo la ripida salita verso il Rif. Casati, quota 3.269, sosta per indossare imbragatura e ramponi, e via, siamo in sette, la prima cordata con: Oliviero, Nava e Pierantonio, la seconda con Roberto, Vitali, Rinaldo e Beppe.
Saliamo con passo tranquillo su neve battuta, anche se un po "marcia"; inizialmente il pendio è piuttosto dolce e non presenta alcuna difficoltà, verso metà percorso si incontrano i primi tratti con ghiaccio vivo e si attraversano dei "seracchi". La seconda parte della salita si fa più ripida e impegnativa con un lungo seracco e alcuni tratti con ghiaccio, purtroppo il tempo si guasta e quando raggiungiamo la vetta, siamo ormai immersi in una densa nebbia, che ci toglie ogni visuale, siamo comunque felicissimi ed emozionati per aver raggiunto la vetta, qualcuno per la prima volta. Fa molto freddo e tira un forte vento, ben presto ci accingiamo a scendere, proprio nella zona più pericolosa, per la presenza di un lungo tratto ghiacciato, incrociamo 4 cordate di tedeschi che ci tengono fermi per 10 minuti, nel posto più critico di tutto il tracciato, ora scendiamo di buon passo fino al Rif. Casati, anche se la neve ha "mollato" ulteriormente. Piccola sosta per uno spuntino e ripartiamo per scendere al "Pizzini" per ricongiungerci con un'altra quindicina di amici che sono saliti al Casati per ricordare la scomparsa di Vittorio, che ha perso la vita cadendo in un crepaccio, una ventina di anni fa. Scendiamo ai "Forni" dove abbiamo lasciato le macchine e partiamo per Ossana in val di Sole, transitando per i passi di Gavia e Tonale. Saremo ospitati nel campeggio del gruppo "Redorta" di Villa di Serio, la mattina seguente faremo una breve ma suggestiva escursione al lago dei Caprioli, nella vallata di fronte a quella di Peio. |
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Presolana mancata per scarponi ko...ci si consola alla Grotta dei Pagani e al Passo Pozzera il 16 luglio 2009 |
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Oggi siamo solo in due, partiamo con l'intenzione di salire in vetta alla Presolana, tutto bene fin quasi al bivacco città di Clusone, poi si verifica il fattaccio, dai miei scarponi (TECNICA semi nuovi) si stanno staccando le suole, cosa che condizionerà tutto il nostro programma, con un pezzo di fettuccia prima e con le stringhe poi, tento di tenerle insieme. In qualche modo arriviamo alla grotta dei Pagani, in queste condizioni è impensabile salire in vetta, optiamo allora per il passo Pozzera, risaliamo il Corzene per scendere al colle della Presolana e da quì al passo dove abbiamo lasciato la macchina, inutile dire che ogni 5 minuti, devo fermarmi a rifare i legacci, la discesa sarà un vero calvario! Peccato, sarebbe stata una bella giornata. |
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Mercoledi 8 luglio 2009 Questa volta partiamo in sette, alla volta di Carona, saliamo dalla strada del Calvi, fin dopo la cascata della Val Sambuzza, superati i due tornanti, prendiamo il sentiero a sinistra che conduce verso il lago omonimo e poi al Bivacco Pedrinelli nei pressi del Passo Publino. Il tempo è bello, non si direbbe che ha piovuto fino a tarda notte. Il sentiero è comodo e ben tracciato, solo nel traverso appena fuori dal bosco, ci sono dei punti in cui ha ceduto sotto il peso della neve di questo inverno, oggi abbiamo con noi tre donne che, per la verità, muovono più la lingua che le gambe, (ma va bene così). Molto suggestivo questo itinerario, si passa da belle abetaie a cascate e cascatelle, a splendide fioriture di rododendri, laghi, laghetti e incontri con marmotte, stambecchi e.... vipere. Giunti al bivacco, Luciana, Rinaldo, Franco ed io, lasciamo lo zaino e saliamo in vetta al pizzo Zerna, godendo ulteriormente dei panorami che si aprono intorno a noi, il tempo per scrivere un commento sul libro di vetta e fare alcune foto, e torniamo al bivacco, dove gli altri della compagnia hanno già iniziato la lotta con i loro panini. Mentre scendiamo abbiamo un incontro con sei stambecchi che brucano tranquillamente vicino al sentiero. Decidiamo poi di scendere passando dai Laghetti di Caldirolo, e quindi fino a valle, prima però è d'obbligo fermarci al simpatico barettino di Pagliari per berci un ottimo caffè. |
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Salita dai Piani dell'Avaro ai Laghetti di Ponteranica e ascensione al Monte Ponteranica il 25 giugno 2009 |
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Io e gli amici Franco e Rinaldo ci rechiamo ai piani dell'Avaro per salire ai Laghetti di Ponteranica, devo dire che questa zona la conosciamo poco, raggiunti i laghetti, con frequenti incontri ravvicinati con marmotte e camosci, saliamo sulla cima del monte Ponteranica, da quì lo sguardo spazia a 360° in un meraviglioso scenario di montagne e vallate, vediamo tre persone che hanno raggiunto la cima del Valletto dalla via "normale", mi attira molto la bella sagoma rocciosa di questa cima, che tuttavia non conosco, dopo la discesa dal Ponteranica, risaliamo fino al colletto fra il Triomen e il Valletto, con il segreto intento di poterla salire, mi rendo subito conto, che da questa parte, la parete è molto ripida e, senza alcuna attrezzatura di sicurezza, valuto più saggio rinunciare. |
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Salita primaverile da Colere al Ferrante ancora con molta neve il 28 maggio 2009 |
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Visto il perdurare del beltempo, ci rechiamo a Colere con l'intento di arrivare a Cima Bianca, ci inoltriamo nel sentiero che sale nel bosco, prima di arrivare a Polzone ci imbattiamo in un bell'esemplare di vipera, superato l'albergo, decidiamo di salire seguendo le piste, che, a tratti sono ancora innevate, alle "Corna Gemelle" giriamo a destra, continuando la salita fino all'intersezione con la pista Vilminore, che è ancora perfettamente innevata. Ggiunti all'arrivo della seggiovia, in prossimità del Rifugio dell'Aquila, lasciamo gli zaini e proseguiamo verso il Ferrantino e poi per il breve ma ripido sentiero che porta alla cima del Ferrante. Peccato che, appena raggiunta la vetta, dalla Valzurio incomincia a salire la nebbia, il tempo per scattare qualche foto e giù torniamo di nuovo verso il Rif. dell'Aquila per il solito spuntino, la nebbia ha oscurato il sole e fa piuttosto freddo, decidiamo allora di muoverci, scendiamo al Passo Scagnello e poi raggiungiamo il Rif. Albani, notiamo in cielo il volteggiare di due aquile, peccato che sono troppo alte e non riesco a fotografarle! Dall'Albani scendiamo a Colere sfruttando al massimo le strisce di neve che sono rimaste, per divertirci a scivolare a valle. |
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Giro dei cinque laghi del Cernello il 21 maggio 09 |
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Io e il mio amico Rinaldo ci rechiamo a Valgoglio e saliamo al Rifugio Cernello , dove facciamo una breve sosta; nel frattempo il cielo si è aperto, ci stuzzica l'idea di fare il giro dei cinque laghi, ma notiamo che tracce recenti non ce ne sono, la neve è ancora tanta, però sembra abbastanza compatta. Superata la ripida "scaletta" raggiungiamo il Lago Campelli basso e poi il Campelli alto, scendiamo sulla riva del Lago Nero, per poi risalire il ripido canalino e a mezza costa raggiungere il lago di Aviasco, anche se ogni tanto sprofondiamo nella neve fino all'inguine (le ciaspole le abbiamo lasciate in macchina)ma ne è valsa davvero la pena, ripagati dallo splendido panorama. Attraversata la diga del Lago d'Aviasco, ci incamminiamo verso quella del Lago Nero, dove ci fermiamo per lo spuntino, a questo punto il cielo comincia a rabbuiarsi, scendiamo alla Capanna al Lago Nero sperando di trovare qualcuno che ci offra un buon caffè, niente da fare tutto chiuso. Scendiamo allora verso la casa dei guardiani dell'ENEL, a metà discesa ci imbattiamo in un giovane stambecco, che ci saluta e se ne va. |
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Salita scialpinistica al Monte Segnale (2183 m.) da Valgoglio il 15 marzo 09 |
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E' questa una scialpinistica molto interessante, anche se sembra non molto conosciuta, visto che c'era poca gente in giro. Partiamo nei pressi del ristorante "5 Laghi" a circa 1100 mt. di quota, risaliamo a piedi per 5/600 metri la strada (vietata alle auto non autorizzate) poi calziamo gli sci seguendo la lunga stradina che sale in mezzo al fitta pineta, fino a raggiungere gli ampi pendii verso le baite d'Agnone, si sale ancora in campo aperto, seguendo la cresta fino a raggiungere la cima Segnale mt. 2183, da questo punto è possibile continuare sulla stretta cresta chiamata costa d'Agnone, fino al Madonnino mt. 2502. Noi preferiamo fare la bella discesa fino al margine del lago Sucotto mt 1854, rimettiamo le pelli per salire al rifugio Cernello mt. 1958, dove facciamo una breve sosta, dopo circa mezz'ora risaliamo alla cima Segnale ed iniziamo la lunga discesa, prima su ripidi e larghi pendii, poi seguendo la stradina nel bosco fino ad arrivare al punto di partenza. Grande mangiata di polenta e coniglio coi funghi al ristorante 5 laghi. |
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Salita scialpinistica ai Campelli di Schilpario e al Monte Campioncino il 12 marzo 09 |
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Dopo un periodo di tre settimane, di riposo forzato, causa infortunio, per una banale caduta, ironia della sorte non in montagna, ma su un campo di calcio, allenando la mia squadra dell'oratorio, mi rifaccio vivo con alcune foto nella zona dei Campelli |
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Con tutta la brigata degli sci alpinisti del CAI Albino, raggiungiamo alla frazione Pezzoro in Valtrompia dove iniziamo a salire la ripida stradina, e poi per ampi pendii fino alla cima del Guglielmo, mt 1948. purtroppo anche oggi la giornata è cupa e grigia, in alto tira un vento freddissimo e siamo costretti a ripararci all'interno dello scantinato della bellissima chiesetta che sorge sulla vetta, la discesa è molto bella in neve farinosa, quasi fino in paese. |
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Salita e discesa! in sci-alpinismo da Carbonera di Colere mt. 1043 alla cima del Ferrantino, mt. 2325 (22 genn 09) |
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In una splendida giornata di sole, (proprio come preannunciato dal nostro buon Regazzoni,....ogni tanto l'azzecca! ) risaliamo le piste, ghiacciatissime fino al Polzone, da quì in su, invece la neve è farinosa, fra l'altro oggi non sono in funzione le due seggiovie alte, quindi non ci sono sciatori in pista, giunti a Cima Bianca, in uno scenario da favola, proseguiamo fino al Ferrantino. Il mio amico Giulio non se la sente di salire in vetta dalla cresta, farà il giro largo per arrivare da dietro, dove è meno ripido. Guardando verso il Ferrante, sono evidenti le tracce di qualcuno che è salito in vetta con gli sci, forse un pò azzardato, vista l'enorme quantità di neve accumulata sul ripidissimo pendio. Scendiamo a Polzone non seguendo la pista battuta, ma sempre in neve fresca, per una sciata meravigliosa, un panino e poi giù fino a Colere. |
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Grotta dei Pagani in Presolana...uno spettaccolo di...ghiaccio! (17 gennaio 09) |
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Salita da Gandellino (Tezzi Alti) mt.969 a Vigna Soliva mt.2356 (Sci-alpinisti CAI-Albino 11 gennaio 2009) |
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Con il solito gruppo di amici del CAI di Albino, risaliamo la Val Sedornia in un ambiente "magico" unica nota stonata è costituita dai tanti abeti sradicati e caduti a terra per il troppo carico di neve, questo inverno sarà ricordato a lungo per questo motivo. Superata la prima parte del tragitto, con poco dislivello, iniziamo a salire il lungo, ripido canalone, dopo 2 ore di marcia siamo ancora in ombra, la giornata è bellissima ma fredda. Dopo circa tre ore di dura salita, siamo finalmente in vetta, lo spettacolo è meraviglioso, lo sguardo spazia a 360 gradi su tutto l'arco delle Prealpi e delle Alpi stracariche di neve! Anche la discesa è fantastica in neve alta e "polverosa" dove ognuno di noi lascerà la sua impronta! N.B. devo inviarle in due fasi altrimenti non mi parte |
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Salita invernale a Cima Giovanni Paolo II, 2320 m. (Sci-alpinisti CAI Albino 4 gennaio 2009) |
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Ci incamminiamo da Valcanale verso il Rif. Alpe Corte, l'intenzione è quella di salire al Passo di Marogella per scendere alle baite di Mezzeno e risalire verso il passo Branchino. La giornata è splendida ma molto fredda, (12 gradi sotto zero alla partenza) giunti in vista del Passo di Marogella, valutiamo troppo pericoloso questo itinerario, decidiamo di ripiegare verso il Passo dei Laghi Gemelli, dal quale saliremo la piccola cima a sinistra, dedicata due anni fa a Giovanni Paolo II, dopo una breve sosta una decina di noi farà la bellissima discesa verso le Baite di Mezzeno per poi risalire al Passo dei Laghi Gemelli, ed affrontare insieme a tutti gli altri la bella discesa fino a valle. |
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Salita al Corzene con discesa nella valle dei Mulini (Sci-alpinisti CAI Albino 29 dicembre 08) |
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Da Teveno salita al Barbarossa ammantato di neve in una splendida giornata ( CAI Albino - 21 dicembre 08) |
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Da Oneta a Cima Grem...scialpinisti e ciaspolatori (7 dic. 08) |
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Mi presento con alcuni scatti orobici e oltre...! |
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Sono un appassionato di montagna, di sci alpinismo soprattutto... |
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In vacanza in Val d'Isère |
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S. Messa alla Bocchetta di Corna Piana |
Vacanza 'floreale' in Val d'Isère |
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In Presena-Pisgama il 6 marzo 08 |
Al Rif. Pizzini-Casati e Larcher il 3 agosto 08 |
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Trofeo Parravicini 4 maggio 2008 - Immagini dal Portula in FOTOGALLERY |
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Salita con gli sci al Cimon della Bagozza il 1° giugno 08 |
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