RIFUGIO FRATELLI LONGO (2026 m.) - 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8

Dal Rifugio Longo al Passo di Venina (mt. 2444) - PRIMA PAGINA

 
Lungo la strada sterrata che porta al Rifugio Longo, a circa un Km. di distanza, si imbocca il sentiero 'Passo Venina, 2442 m.' ed il segnavia 254 (siamo a quota m. 1900). Nessuno vieta che si può salire al Passo di Venina partendo dal Lago del Diavolo, percorrendo, per il primo tratto, il sentiero che segue la condotta d'acqua che scende al Lago del Diavolo. Consigliabile comunque il primo percorso.
Marmotta arnica - disegno di Stefano Torriani
Da qui, 1 Km. prima del Rif. Longo,  si parte (o si arriva) per salire al Passo Venina
Il primo tratto del sentiero in facile salita (nella foto  percorso in discesa)
Il primo tratto del sentiero che parte dalla strada sterrata per il Rifugio Longo (nella foto il sentiero è percorso al ritorno, in discesa quindi)
Il sentiero compie una lunga traversata in salita fino ad arrivare su pendii erbosi e, con diversi tornanti, giunge alla Baita Masoni a quota 2093 in un'ampia radura. La baita rappresenta uno degli ultimi esempi di costruzione alpestre: edificata in pietre locali a secco, è delimitata dal 'barech', un recinto conmuri a secco per il ricovero degli animali.
La salita è immancabilmente accompagnata dai forti fischi delle numerose marmotte che qui hanno trovato un habitat tutto per loro.
Marmotta 'in sentinella' ci 'fischia' e ci osserva
Coppia di marmotte:il bacio del mattino!
Marmotta 'in sentinella' ci 'fischia' e ci osserva
Coppia di marmotte:il bacio del mattino!
Baita Masoni con il Torretta e il Becco sullo sfondo

Bello salire il panoramico sentiero al passo di Venina

Baita Masoni con il Torretta e il Becco sullo sfondo
Bello salire il panoramico sentiero al passo di Venina
Vista verso la Val dei Frati, il Pizzo Torretta e del Becco
Ampia vista sul versante est della Conca del Calvi
Il sentiero prosegue fino ad arrivare ad un'ampia radura con alcuni spettacolari enormi massi franati dal Monte Masoni, utilizzati, all'occorrenza, come provvisori ricoveri. Dalla tarda primavera fino all'estate inoltrata interessante qui osservare fiori d'alta quota (genziane, rododendri e sassifraghe).
Proseguendo la salita si fa più ripida ed il sentiero diventa più largo e pietroso, sostenuto da muri a secco di sostegno: siamo sulla mulattiera costruita dagli alpini nella Prima Guerra Mondiale.
A quota 2300, prima dell'ultimo ripido tratto
A quota 2300, prima dell'ultimo ripido tratto
Il sentiero diventa mulattiera tracciata dagli alpini
Limpide acque scendono in cascatelle dalla montagna
Limpide acque scendono in cascatelle dalla montagna
Limpide acque scendono in cascatelle dalla montagna
 
 
Videoclip 'Dal Rif. Longo al Passo di Venina'- agosto 2005

Il sentiero diventa mulattiera tracciata dagli alpini nella prima guerra mondiale
Ruderi di un antico ricovero per animali
In poco tempo ci si porta in quota
Ruderi di un antico ricovero per animali
Splendido panorama dal Passo di Venina sulle ASlpi Orobie circostanti
Arrivo in cresta
Splendido panorama dal Venina sulle valle del Monte Sasso
Arrivo in cresta a quota 2509
Giunti in cresta, a quota 2509, il panorama si apre sul versante valtellinese con la splendida vista sulla lunga ed ampia Valle di Venina con il suo grande lago e, all'orizzonte, le Alpi Retiche innevate.
Il Passo di Venina, più avanti e più in basso, a quota 2442, si raggiunge rimanendo in cresta e seguendo con difficoltà le rarissime tracce di un sentiero che ormai è tutto franato. Qui è forse consigliabile rinunciare a scendere al Passo se non si è più che sicuri di come procedere.
Pnoramica a 360° dfal Passo di Venina (mt.2442)
Pnoramica a 360° dfal Passo di Venina (mt.2442)
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©2006 - Piero Gritti - Per informazioni: