ITINERARIO
Martedì 17 marzo 2026, prevista bella giornata fredda ma col sole che intiepidisce la temperatura, ma così non sarà per nubi sparse sopra la nostra testa e aria decisamente fredda..
Sono con mio figlio Raffaele, che compie il percorso per la seconda volta e suo amico Luca che compie questo bel percorso per la prima volta con la sua bella Laika, lupa cecosolovacca, mentre io lo compio per l’ennesima volta.
Prima di incamminarci sul percorso ad anello dei Tre Faggi, sostiamo un attimo alla chiesa di Fuipiano , da dove godiamo un bel panorama sull’interra Valle Imagna.
Raggiunto il centro abitato, facciamo anche breve visita al bellissimo borgo antico di Arnosto, ben restaurato, con le case antiche in pietra, portali ad arco, tracce di affreschi, dai caratteristici tetti valdimagnini ‘a piode’ , coperti di un manto di lastre di calcare, dove hanno sede il Comune, la Biblioteca e il Museo di Fuipiano Valle Imagna.
Salita poi Via Milano, parcheggiata l’auto nei parcheggi nella zona del bacino dell’acquedotto (1050 m circa) ci incamminiamo sulla stradina asfaltata-cementata a modo che si alza dolcemente tra bosco e ampie radure aperte sul bel panorama della Valle Imagna e del Resegone.
Ad un primo bivio con Crocefisso (punto di partenza-arrivo del nostro giro ad anello), tenuta la sinistra (sentiero 579), proseguiamo sulla stradetta per breve tratto per poi imboccare il sentiero vero e proprio 579 che sale a dx in decisa e anche ripida salita tra roccioni al Passo-Bocca del Grassello (1390 m) pestando neve che aumenta di livello man mano si sale.
Dal passo, seguendo a sx il sentiero 571 attraversando la faggeta pestando neve su traccia di altri escursionisti che ci hanno preceduto, saliamo alle pendici della cima dello Zuc de Valmana, dove, poco oltre la Malga Cucco (1510 m), imboccando un sentiero a dx , saliamo, dal versante nord-ovest in decisa salita e pestando neve anche piuttosto ghiacciata, all’elaborata croce di vetta della Zuc de Valmana (1546 m), da dove godiamo un bel panorama sulla Valle Imagna, verso I Canti, il Resegone e le Grigne.
Sostiamo in vetta per breve tempo perché nubi sparse ci nascondono il sole e spira aria fredda da nord ,comunque possiamo ammirare i bei panorami verso il Resegone e le Grigne. Ritorniamo poi, abbassandoci lungo il sentiero di salita, attraversando il bosco di faggeta (sentiero 571), al Passo-Bocca del Grassello (1390 m).
Rientrati nella faggeta di fronte, risaliamo, pestando neve, ai pratoni sommitali, che, ben ripidi ma solo nel primo tratto, si fanno poi dolci e ci accompagnano alla graziosa Madonnina dei Canti (1563 m), dove il panorama si apre anche sulla Val Taleggio.
Il sole è coperto da nuvoloni e spira aria fredda, per consumare il nostro pranzetto ci abbassiamo poco sotto dove troviamo anche una piccola panchina per sederci.
Seguendo poi il sent. 571, in bel saliscendi e pestando neve, con suggestivi ed anche impegnativi passaggi tra rocce a picco sulla valle, passiamo in cresta allo Zuc di Pralongone (1503 m).
Attraversando splendida faggeta poi, ci abbassiamo mentre la neve progressivamente si esaurisce fino ad uscirne proprio di fronte ai magnifici secolari Tre Faggi (1399 m), purtroppo uno è spezzato col tronco disteso a terra che non ha retto per la vetusta età, la malattia e il peso della neve.
Siamo in un ambiente veramente suggestivo: queste maestose sagome, che si stagliano in posizione panoramica sulla dorsale della montagna risultando visibili da buona parte della valle, sorgono presso un tempietto dedicato alla Madonna circondato da moderni ‘dolmen’ che suggeriscono un’architettura celtica; spettacolare la vista sulla Valle Imagna.
Abbassandoci poi verso destra negli estesi pascoli senza neve e a tratti fioriti, e poi in decisa discesa, ci abbassiamo alla stradetta agrosilvopastorale, che , dopo un breve tratto su sterrata, rientra nella faggeta per uscirne all’altezza del bivio incontrato in salita al mattino, dove chiudiamo l’anello e da dove rientriamo con breve discesa al punto di partenza contenti per la bella escursione.
Per questo itinerario puoi consultare il libro ‘I più bei sentieri della Lombardia Centrale’ di Piero Gritti e Sergio Papucci- Ed. Blu-Torino alle pag.135-136