HOMEPAGE - LA TUA FOTO - ESCURSIONI

   

FOTO DI MARCO CACCIA
Almè - BG -


Marco Caccia...prima del Monte Bianco
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Domenica 29 dicembre 2013 – M.te Tesoro

Dopo il peggioramento di ieri che si dovrebbe concludere nel corso della giornata decidiamo con Claudia di tentare un tramonto da qualche parte. Previsioni meteo molto incerte ci fanno optare per il Tesoro dal Pertus che si raggiunge in circa mezz’oretta. Arrivati al Pertus nella nebbia sono fiducioso nelle aperture e Claudia si fida. Risultato… magnifico tramonto sopra le nebbie che poi, andando a sera, si sono dissolte!!

Domenica 29 dicembre 2013 – M.te Tesoro - FOTOGALLERY
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Venerdì 27 dicembre 2013 – Piani di Bobbio

Finalmente una bella giornata di Sole dopo l’intensa perturbazione che ci ha colpiti nei giorni di Natale. In quota più di un metro di neve (sopra i 1600-1700) quindi rischio valanghe altissimo. Ne approfitto per una gitarella tranquilla e sicura con mio papà ai piani di Bobbio panorama incredibile con le cime ricoperte da un grosso strato di neve. Il Valletto, che svetta lontano pare una cima della Patagonia più selvaggia.

Venerdì 27 dicembre 2013 – Piani di Bobbio  - FOTOGALLERY
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Venerdì 27 dicembre 2013 – Piani di Bobbio  - FOTOGALLERY
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Lunedì 23 dicembre 2013 – Roncola – M.te Tesoro

Iniziano le vacanze di Natale, ma dalle previsioni pare che saranno piuttosto piovose. Allora ne approfitto per una sgambata prima che il tempo peggiori. Partenza dalla Roncola e arrivo al monte Tesoro e ritorno… Bella girata fatta in mattinata giusto in tempo per anticipare la perturbazione.

Lunedì 23 dicembre 2013 – Roncola – M.te Tesoro  - FOTOGALLERY
Lunedì 23 dicembre 2013 – Roncola – M.te Tesoro  - FOTOGALLERY
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Sabato 14 dicembre 2013 – Monte Resegone magic sunset

Ancora una volta partenza pomeridiana e questa volta l'occasione è dovuta alla Luna quasi piena ed alla possibilità di cenare al rifugio Azzoni sulla cima del Resegone.Io, Claudia e Paolo partiamo nel primo pomeriggio da Brumano con lo scopo di ammirare il tramonto dalla punta Cermenati. Arriviamo sulla cima alle 16.00 e ci mettiamo comodi ed ammiriamo uno spettacolare tramonto sulle Orobie e sulla pianura. Una volta calato il buio Paolo e Claudia scendono al rifugio Azzoni per scaldarsi un po', mentre io rimango sulla cima a scattare foto nel magnifico silenzio fino alle 18.30 passate. Poi è tempo di rintanarci nel rifugio dopo per le 19.00 è prevista la cena. Nel frattempo arrivano anche Tino e Roberta e, mentre aspettiamo il resto del gruppo, ci "spariamo" un aperitivo a base di affettati. Finalmente verso le 20.00 arrivano anche gli ultimi quatto componenti del gruppo (Andrea, Luca, Martina e Silvia) e ci possiamo strafogare con la casòla, il vinello e poi "un paio di grappe" fatte in casa. Poi è tempo della discesa che si rivelerà molto divertente per le varianti in neve fresca (per evitare il ghiaccio presente sul sentiero) fino ad arrivare al nuovo rifugio Resegone del Cai Valle Imagna dove decidiamo di fare una "breve" tappa per salutare gli amici rifugisti. All'interno ci sono due numerose compagnie di ragazzi della zona che, tra un bicchiere di vino ed una fetta di torta, ci coinvolgono nei canti e allungano la serata. Poi, nonostante la compagnia sia davvero simpatica, è ora di tornare a Brumano e di tornare a casa...Un pomeriggio/serata all'insegna del divertimento e dell'ottima compagnia che solo l'ambiente del rifugio sa regalare!!

Sabato 14 dicembre 2013 – Monte Resegone magic sunset  - FOTOGALLERY
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Sabato 14 dicembre 2013 – Monte Resegone magic sunset  - FOTOGALLERY
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Sabato 14 dicembre 2013 – Monte Resegone magic sunset  - FOTOGALLERY
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Sabato 7 dicembre 2013 – Monte Sodadura: Il rosso tramonto di Sant’Ambrogio

Partenza pomeridiana con Andrea da Quindicina lungo il sentiero che sale al rifugio Gherardi. Una volta raggiunto il rifugio proseguiamo fino al Battisti e da qui svoltiamo a sinistra seguendo il sentiero che risale i pendii erbosi a Sud della bocchetta di Regadur. Risaliamo i prati ricoperti a tratti di neve "a naso" fino a ricongiungerci con la normale che arriva da Nord. Saliamo la cresta Est del Sodadura e sbuchiamo in vetta dove ci mettiamo comodi per attendere il tramonto. Il vento freddo ci ricorda che, nonostante il caldo Sole, siamo in inverno... Rimaniamo in vetta per un'ora molto abbondante ammirando gli splendidi colori che solo un tramonto invernale sa regalare e poi le luci che si accendono sopra e sotto di noi... Alla luce delle frontali ripercorriamo a ritroso il sentiero facendo tappa al Gherardi dove ci meritiamo una bella birretta con i rifugisti che, incuriositi, ci domandano da dove cavolo veniamo a quell'ora!? Poi giù dal sentiero fino alla macchina ammirando una stellata incredibile degna delle migliori fiabe...

Sabato 7 dicembre 2013 – Monte Sodadura: Il rosso tramonto di Sant’Ambrogio - FOTOGALLERY
Sabato 7 dicembre 2013 – Monte Sodadura: Il rosso tramonto di Sant’Ambrogio - FOTOGALLERY
Sabato 7 dicembre 2013 – Monte Sodadura: Il rosso tramonto di Sant’Ambrogio - FOTOGALLERY
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Cima Lemma: viaggio sopra le nuvole -Domenica 17 Novembre 2013

Domenica 17 Novembre 2013 - San Simone - Passo Lemma - Cima Lemma - Passo Tartano
Cima Lemma: viaggio sopra le nuvole
Dopo la bella cavalcata di ieri sulle creste del Masoni anche oggi decidiamo di non lasciarci sfuggire la possibilità di poter sfruttare un'altra bella giornata sulla neve. L'idea è di salile all'Alben, ma poi, viste le nebbie a media quota che risalivano nel pomeriggio di sabato, e dopo le utilissime info passate dal Lino (appassionato meteo di fiducia) che parlano della permanenza delle nuvole fin verso i 2000, decidiamo di cambiare meta portandoci più in alto. Ci troviamo così al mattino presto con Sergio e Andrea e la decisione cade sulla cima Lemma. L'itinerario non ha bisogno di spiegazioni visto la sua frequentazione, ma la neve presente e le condizioni meteo che abbiamo trovato hanno reso questo tranquillo e classico percorso una vera meraviglia!!

Cima Lemma: viaggio sopra le nuvole -Domenica 17 Novembre 2013 - FOTOGALLERY
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Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni

Sabato 16 Novembre 2013 - Carona - Monte Venina - Masoni - Pes Gerna
Traversata Est-Ovest dei Masoni
Finalmente il Sole è protagonista di questo sabato di metà novembre dove anche la neve ha iniziato ad imbiancare i monti. Con Sergio decidiamo per una "classica" escursione al Masoni. Partenza da Carona con l'ultimo buio saliamo con buon passo lungo il sentiero per il Longo. Ammiriamo gli splendidi colori dell'alba sull'ultimo tratto di strada prima di svoltare a sinistra in direzione del Passo Venina. Non è ancora passato nessuno a calpestare i pochi centimetri di neve caduti e procediamo seguendo fedelmente le tracce dei camosci. Lasciata la strada la storia un po' cambia, perchè la neve aumenta di spessore soprattutto dove il vento l'ha accumulata e la salita diventa difficoltosa. Non ci lasciamo scoraggiare e procediamo dandoci regolarmente il cambio per battere con la speranza che raggiunta la cresta le difficoltà diminuiranno grazie all'opera di spazzamento fatta dal vento! Intanto dai canali qualche grumo di neve inizia a scendere, ma il pericolo di vere slavine è molto basso visto che la quantità di dama bianca sui pendii è limitata. Giunti alla cresta abbiamo finalmente la conferma che il vento "ha fatto il suo dovere", così, dopo una breve pausa, ci rimettiamo in cammino cercando le zone più pulite. Teniamo il filo di cresta toccando prima la cima Venina e poi, verso le 12.00 il GPM di giornata, il Masoni. Qui ci fermiamo per mangiare e per godere di un panorama che riempie gli occhi ed il cuore. Poi però bisogna scendere, ma quale strada percorrere? La via di salita, la discesa diretta in Valsabuzza o proseguire sul filo di cresta verso ovest? Dopo qualche valutazione decidiamo per la cresta che, seppur presenti qualche passaggio un po' più esposto e tecnico ci permetterà di non ravanare troppo nella neve. Così, messi i ramponi e presa la picca (più che per il ghiaccio per l'infida erba scivolosa), ci incamminiamo su questo itinerario sconosciuto ai più che ci porterà ai piedi della Valsambuzza passando prima per la cima del Pes Gerna. Raggiunta la penultima baita della Valsambuzza incontriamo il primo essere umano di giornata (anche se in realtà un'altra persona l'abbiamo vista che seguiva le nostre tracce a distanza), scambiamo quattro chiacchiere e torniamo a valle percorrendo il classico sentiero....

Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
Sabato 16 Novembre 2013 - Traversata Est-Ovest dei Masoni - FOTOGALLERY
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Tramonto al Canto Alto Domenica 10 novembre 2013 – Prati Parini – Canto Alto

Salita pomeridiana con Claudia da Cler ai Prati Parini e poi al Canto Alto per il tramonto. In vetta arriva anche Luca per un saluto e poi lui scende mentre noi ci posizioniamo per immortalare il magico momento. Dopo tutte le foto torniamo ai Prati Parini dove il Marco ed il Fermo ci attendono e ci accolgono nella vecchia cucina dell’agriturismo per fare quattro chiacchere ed un buon bicchiere di vino in compagnia. Sempre grandiosa l’accoglienza di questo meraviglioso agriturismo!!

Tramonto al Canto Alto Domenica 10 novembre 2013 – Prati Parini – Canto Alto - FOTOGALLERY
Tramonto al Canto Alto Domenica 10 novembre 2013 – Prati Parini – Canto Alto - FOTOGALLERY
Tramonto al Canto Alto Domenica 10 novembre 2013 – Prati Parini – Canto Alto - FOTOGALLERY
Tramonto al Canto Alto Domenica 10 novembre 2013 – Prati Parini – Canto Alto - FOTOGALLERY
Tramonto al Canto Alto Domenica 10 novembre 2013 – Prati Parini – Canto Alto - FOTOGALLERY
Tramonto al Canto Alto Domenica 10 novembre 2013 – Prati Parini – Canto Alto - FOTOGALLERY
Tramonto al Canto Alto Domenica 10 novembre 2013 – Prati Parini – Canto Alto - FOTOGALLERY
Tramonto al Canto Alto Domenica 10 novembre 2013 – Prati Parini – Canto Alto - FOTOGALLERY
Tramonto al Canto Alto Domenica 10 novembre 2013 – Prati Parini – Canto Alto - FOTOGALLERY
Tramonto al Canto Alto Domenica 10 novembre 2013 – Prati Parini – Canto Alto - FOTOGALLERY
Tramonto al Canto Alto Domenica 10 novembre 2013 – Prati Parini – Canto Alto - FOTOGALLERY
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Una serata al Linzone Martedì 12 novembre 2013 – M.te Linzone

Sgambata serale al Linzone con il gruppo di cammino del martedì. Temperatura non troppo bassa e panorama superlativo come sempre…

Una serata al Linzone Martedì 12 novembre 2013 – M.te Linzone
Una serata al Linzone Martedì 12 novembre 2013 – M.te Linzone
Una serata al Linzone Martedì 12 novembre 2013 – M.te Linzone
Una serata al Linzone Martedì 12 novembre 2013 – M.te Linzone
Una serata al Linzone Martedì 12 novembre 2013 – M.te Linzone
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Un "quasi tramonto" tumultuoso dal Venturosa Sabato 09 novembre 2013 – M.ti Cancervo e Venturosa

Ancora una volta le previsioni per il fine settimana non sono le migliori, ma non ci lasciamo deprimere e ci organizziamo per sfruttare le finestre di tempo buono previste nel pomeriggio. Così, con Andrea, Luca e Renato decidiamo di salire dal passo Grialeggio al Cancervo e poi al Venturosa per il tramonto. Saliamo tra le nuvole e l'umidità fino alla prima cima di giornata, poi qui una folata di vento, porta via per qualche istante le consistenti nebbie e ci fa ammirare un panorama meraviglioso a cavallo delle nuvole. Dopo le foto di rito, proseguiamo verso il Venturosa dove speriamo in altre folate, ma la nebbia che ci avvolge non vuole sapere di andarsene. Il freddo si fa pungente ed iniziano a scendere piccoli chicchi di grandine... decidiamo che forse è meglio scendere! Mentre percorriamo il sentiero che scende dal Grialeggio si sente un tuono in lontananza e poi un fulmine dall'altra parte della valle... gambe in spalla e via di corsa alla macchina mentre, beffarda, la mezza Luna ci guarda dall'alto!

Un "quasi tramonto" tumultuoso dal Venturosa Sabato 09 novembre 2013 – M.ti Cancervo e Venturosa - FOTOGALLERY
Un "quasi tramonto" tumultuoso dal Venturosa Sabato 09 novembre 2013 – M.ti Cancervo e Venturosa - FOTOGALLERY
Un "quasi tramonto" tumultuoso dal Venturosa Sabato 09 novembre 2013 – M.ti Cancervo e Venturosa - FOTOGALLERY
Un "quasi tramonto" tumultuoso dal Venturosa Sabato 09 novembre 2013 – M.ti Cancervo e Venturosa - FOTOGALLERY
Un "quasi tramonto" tumultuoso dal Venturosa Sabato 09 novembre 2013 – M.ti Cancervo e Venturosa - FOTOGALLERY
Un "quasi tramonto" tumultuoso dal Venturosa Sabato 09 novembre 2013 – M.ti Cancervo e Venturosa - FOTOGALLERY
Un "quasi tramonto" tumultuoso dal Venturosa Sabato 09 novembre 2013 – M.ti Cancervo e Venturosa - FOTOGALLERY
Un "quasi tramonto" tumultuoso dal Venturosa Sabato 09 novembre 2013 – M.ti Cancervo e Venturosa - FOTOGALLERY
Un "quasi tramonto" tumultuoso dal Venturosa Sabato 09 novembre 2013 – M.ti Cancervo e Venturosa - FOTOGALLERY
Un "quasi tramonto" tumultuoso dal Venturosa Sabato 09 novembre 2013 – M.ti Cancervo e Venturosa - FOTOGALLERY
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Giovedì 07 Novembre 2013 – Alba novembrina al Linzone

Visto che per il fine settimana le previsioni non sono molto belle decido di fare un salto al Linzone prima di andare al lavoro approfittando anche per fare qualche scatto all’alba. Partenza dalla Roncola prima delle 6.00 salgo alla luce della frontale raggiungendo la vetta mente i primi colori illuminano il cielo. Poco dopo le 7.00 sale il Sole e continuo a scattare a raffica per immortalare questo sempre meraviglioso spettacolo. Poi mi incammino velocemente verso valle facendo una sosta per vedere la lotta tra due capre che si prendono a testate… Scatto anche a loro una serie di foto e riprendo il combattimento e poi via di corsa perché l’ora inizia ad essere tarda e per le 8.30 devo essere in ufficio…

Giovedì 07 Novembre 2013 – Alba novembrina al Linzone  - FOTOGALLERY
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Sabato 02 novembre 2013 – M.te Resegone dalle cresta Sud

Tempo classico autunnale con nebbie e deboli pioviggini. Ma la voglia di scarpinare non manca e così con Sergio decidiamo di farci una girata al Resegone. A Brumano, visto che non piove, decidiamo di seguire il sentiero delle creste sud che, senza particolari difficoltà (un paio di passaggi leggermente esposti e dove usare le mani), porta in vetta con n percorso molto più bello della normale. Per le 12.00 siamo alla macchina e ritorniamo a casa per pranzo! Una girata sempre bella rubata al maltempo!

Sabato 02 novembre 2013 – M.te Resegone dalle cresta Sud - FOTOGALLERY
Sabato 02 novembre 2013 – M.te Resegone dalle cresta Sud - FOTOGALLERY
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Venerdì 01 novembre 2013 – Sul Diavolo per Bergamo Capitale Europea della Cultura 2019

Testo by Andrea Carminati presidente sezione CAI Alta Valle Brembana

Stupenda salita al "re della Val Brembana" per perorare la causa di Bergamo Capitale Europea Cultura 2019; la squadra è composita, ben affiatata, piuttosto chiassosa (eheh) e rappresenta il CAI Alta Valle Brembana, il CAI Zogno e Fancy Mountain con i rispettivi presidenti. Scegliamo di salire dalla Via Baroni, anche per ricordare la più celebre guida brembana. Dopo la targa che segnala l’inizio della via si aggira lo sperone di base a sinistra infilandosi in uno stretto e polare canalino dove prestare attenzione non tanto ai passaggi di arrampicata (forse due passi nei limiti di un III° scarso) ma alla roccia umida e eventuale presenza di ghiaccio (che noi avevamo preventivato per la stagione avanzata). Finito il canalino si torna a rimirare il sole e si sale più o meno il filo di cresta, scegliamo perciò di non seguire le possibili varianti a destra e saliamo così la via Baroni nel modo più “rispettoso” possibile. Le difficoltà rimangono sul II° e sempre attenzione alla costante esposizione, a metà cresta si arriva ad uno speroncino che si supera a sinistra addentrandosi nel camino “chiave” (III°), dove ci accoglie ancora un po’ di ghiaccio e dove soprattutto, al terzo passaggio, salta il chiodo “storico” posto a metà camino… per noi per fortuna nessuna conseguenza visto che l’avevamo usato solo come sede di rinvio, ma attenzione ai prossimi salitori… il chiodo non c’è più. Dopo il camino si va per esposto ma breve traverso a destra e successiva risalita per una paretina (II°) che riporta sul filo di cresta, si arriva così dopo breve ad una piccola depressione da superare quasi in spaccata con esposizione forte (niente di difficile, ma non cadere…), dopo la quale si va leggermente sul versante ovest (per intenderci, quello della normale), si risale un piccolo risalto aggettante (III°, ma aggirabile a sinistra se ci si vuole abbassare a un II°) seguito da una placca e si torna così sul filo. Ora difficoltà sempre minori, da un II° si va stabilmente sul I° e.. si arriva in vetta!! Dopo le foto di rito in vetta discesa dalla normale, dove ramponi, pica e attenzione sono necessari per evitare le trappole di questi 20 centimetri di neve dura che poggiano sulle tipiche scaglie inclinate lisce del Diaol! Divertimento massimo, specie per le solitarie Orobie autunnali (solo noi in tutto il giorno sul percorso, segni di vita solo al Calvi) e per quel tocco di "pepe" dati dal Diaol che, da estivo, si sta trasformando in invernale aspettando la prima neve "seria". Con Marco, Silvano, Silvia, Bruno e soprattutto... il "vichingo" Astori!

Venerdì 01 novembre 2013 – Sul Diavolo per Bergamo Capitale Europea della Cultura 2019 - FOTOGALLERY
Venerdì 01 novembre 2013 – Sul Diavolo per Bergamo Capitale Europea della Cultura 2019 - FOTOGALLERY
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Sabato 26 ottobre 2013 – Trasferta sull’Appennino Ligure

Per oggi accetto l’invito di Andrea di partecipare alla loro tradizionale trasferta autunnale sugli Appenini. Siamo io, Claudia, Andrea, Davide ed Ugo e la meta è il monte Maggiorasca (cima più alta dell’Appennino Ligure) con partenza dal Passo Zovallo al confine tra Piacenza e Parma. Partenza molto presto in previsione delle 3.30 ore di auto e arrivo al passo verso le 9.00. Seguiamo il sentiero fino al Lago Nero, poi bivacco Sacchi (dove non percorriamo la ferrata che porta al Monte Bue perché troppo umida) e scendiamo a Prato Cipolla dove, optiamo per una deviazione per salire al Dente della Cipolla. Questa “cima” è un grosso masso su cui è possibile salire tramite alcune vie di arrampicata, oppure tramite una breve ferrata oppure ancora tramite un ponte sospeso davvero impressionante. Noi optiamo per quest’ultima soluzione, ma una volta indossato il set da ferrata e raggiunto l’inizio del ponte, più nessuno ha voglia di proseguire. Ormai però siamo lì e, piano piano, decido di percorrerlo raggiungendo, pur con qualche timore, la cima del Dente della Cipolla. Dopo questa deviazione risaliamo al Monte Maggiorasca dove il panorama ci è negato da una fitta nebbia, proseguiamo poi fino al Monte Bue e poi, su facile cresta, al Monte Nero da dove si ritorna senza particolari problemi al Passo Zovallo chiudendo un bellissimo anello. Le difficoltà dell’itinerario sono molto basse, ma i luoghi (specialmente in questa stagione) sono davvero molto belli. Peccato per il meteo che non ci ha concesso i grandiosi panorami che spaziano dalle Alpi fino al vicino Mar Ligure. Prima di tornare a casa però pausa pranzo in un locale posto nella frazione Centenaro di Ferriere dove ci godiamo alcune prelibatezze locali ad un prezzo davvero incredibile. Trascorriamo il pomeriggio con le gambe sotto al tavolo e poi ripercorriamo la via di casa facendo una sosta al bellissimo borgo medioevale di Grazzano Visconti. Gita perfetta per l’autunno che dovremo tenere in considerazione per l’anno prossimo perché non possiamo non tornare per ammirare i grandiosi panorami!!

Sabato 26 ottobre 2013 – Trasferta sull’Appennino Ligure - FOTOGALLERY
Sabato 26 ottobre 2013 – Trasferta sull’Appennino Ligure - FOTOGALLERY
Sabato 26 ottobre 2013 – Trasferta sull’Appennino Ligure - FOTOGALLERY
Sabato 26 ottobre 2013 – Trasferta sull’Appennino Ligure - FOTOGALLERY
Sabato 26 ottobre 2013 – Trasferta sull’Appennino Ligure - FOTOGALLERY
Sabato 26 ottobre 2013 – Trasferta sull’Appennino Ligure - FOTOGALLERY
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Sabato 19 ottobre 2013 – Anello della Val Mora

La Val Mora è valle selvaggia, non toccata dall'urbanizzazione e neppure dal turismo di massa.. ma con una gran storia alle spalle: da qui passavano i traffici verso il nord Europa prima dell'avvento della Priula. L'autunno è il periodo migliore per goderla, l'atmosfera è raccolta e rilassante. Faremo un percorso ad anello, salendo dal lato più "into the wild" e scendendo da quello più pascolivo. Partiamo da Caprile Basso, attraversiamo l'antica contrada un tempo postazione militare veneta, saliamo sfiorando Caprile Alto e lasciando i sentieri più battuti per boschi di conifere arriviamo alla Baita Marenda, nome mitico che rimanda al riposo lungo la salita all'alpeggio. Entriamo nel cuore della Val Serrata, su su fino alla omonima Casera recentemente ristrutturata; qui il paesaggio cambia, dal bosco ecco i pascoli d'alta quota del Mincucco, saliamo l'erta ripa e poi per esposta cresta al superbo poggio panoramico della croce. Il Mincucco, luogo caro a Don Bepo Vavassori, che con il suo Patronato San Vincenzo a Santa Brigida ha dato svago a generazioni di bimbi e che durante la guerra nascose con il sostegno della popolazione molti ebrei in fuga dal regime. Cavalchiamo il crinale del Mincucco fino alla valle che scende dai laghetti di Ponteranica, imbocchiamo il 101 che con lungo traverso reso faticoso dalla neve ci porta alla piana delle Acque Nere e poi alla Ca San Marco, dove ci concediamo un bel tagliere all'ombra della storia. Siamo a metà strada, scendiamo ora dal versante pascolivo della valle a cercare i molti personaggi della zona, sui vasti pascoli di Gambetta però il Costante dall'alto del suo quasi secolo d'età è già sceso da tempo con la mandria, così come il Donato a Cantedoldo, ma ai Grasselli ecco suo fratello Nazzareno intento a sistemare il fieno per l'inverno.. due parole con questo vero uomo di monte e giù verso Piazza Serva, dove il Capelli fuori dalla sua reggia-baita ci accoglie col bottiglione di vino mentre Luca e Marco tirano matti i suoi tre simpatici cani. Dobbiamo rientrare, a malincuore saltiamo un'altra tappa 'vinicola', quella alla baita del Lorenzo che sorveglia i suoi castagni (sarà per la prossima!). Attraversiamo per portici e vicoli il suggestivo borgo di Valmoresca, "capoluogo" della valle, e torniamo infine alla nostra macchina e alla vita urbanizzata col cuore però più lieve e felice per aver vissuto un giorno nella montagna più autentica, fatta di natura e sani rapporti umani.. alla prossima!
(Testo di Andrea Carminati)

Sabato 19 ottobre 2013 – Anello della Val Mora - FOTOGALLERY
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Venerdì 11 ottobre 2013 – Tre Faggi

Giovedì notte una bella nevicata dai 1000 m di quota e dalla tarda mattinata di venerdì previsto l’ingresso del Fhoen con cieli limpidi… difficile resistere alla tentazione di salire da qualche parte per immortalare questo spettacolo. Così, mi faccio concedere un permesso ed alle 11.00 parto da casa in direzione Tre Faggi che raggiungo alle 12.30 circa e la neve sui rami colorati d’autunno ed il cielo azzurro creano un contrasto meraviglioso. Foto a raffica e poi giù perché alle 14.30 ho una riunione di lavoro…

Venerdì 11 ottobre 2013 – Tre Faggi - FOTOGALLERY
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20 e 21-09-2013 – Alla riscoperta del sentiero 101

20 e 21-09-2013 – Alla riscoperta del sentiero 101... la meravigliosa corona che abbraccia tutte le Orobie Occidentali – Da Cassiglio al Rifugio Longo percorrendo il Sentiero delle Orobie Occidentali

Per chiudere alla grande una meravigliosa settimana passata sulle Orobie ci vuole qualcosa di importante e di "forte"... così, dopo varie ipotesi ed idee ne salta fuori una ambiziosa, bella, intrigante, vicina a casa e....un po' pazza! Percorrere tutto il sentiero delle Orobie Occidentali da Cassiglio al rifugio Calvi in due giorni. Espongo la mia idea ad Andrea che, dopo qualche pensiero, accetta di accompagnarmi il sabato perché prima ha altri impegni. Così ci diamo appuntamento al rifugio Benigni per la serata di venerdì 20. L'idea è di lasciare l'auto a Piazza Brembana da dove parte il bus che mi dovrebbe "scaricare" a Cassiglio alle 6.36 per poi farsi venire a prendere a Carona da Claudia sabato sera. Purtroppo, arrivato alle 6.10 a Piazza, scopro con grande disappunto, che non c'è un bar aperto e nemmeno una macchinetta automatica per acquistare il biglietto del bus...NO COMMENT.... così, mentre cerco un posto per prendere il biglietto il bus parte... va beh, prendo la mia auto e salgo a Cassiglio, poco oltre il lago, dove la parcheggio ed inizio questo lungo viaggio sulle belle Orobie... Lungo e anche abbastanza impegnativo per via del dislivello facendolo in due giorni...(circa 70Km e 5500m di dislivello in salita). Purtroppo però non siamo risusciti a compiere l'ultimo tratto che porta dal Longo al Calvi dal passo Selletta o dalle baite di Armentarga... Ma andiamo con ordine; lasciata l’auto a Cassiglio mi incammino nel bellissimo bosco e salgo il ripido sentiero verso il Passo di Baciamorti. Giunti al Passo si seguono le indicazioni (non molto visibili) per il 101 tralasciano quelle che salgono alla cima del Baciamorti. Il 101 passa più basso della cima, proprio da una bella e ben visibile baita... In questo tratto, tra nebbia ed umidità, mi imbatto in un 4 camosci che mi scappano da vicino, ma che non riesco ad immortalare, ma anche tante marmotte accovacciate tra l'erba! Si prosegue ai piedi del Sodadura... la tentazione di salire qualche cima è fortissima, ma lo zaino da 13Kg e la consapevolezza che la strada sarà comunque tanta, mi fanno desistere! Qui si incontrano due possibili punti d'appoggio o di sosta.... Rifugio Nicola e Rifugio Cazzaniga. Si procede poi verso i Piani di Bobbio passando sotto le pareti rocciose dello Zuccone dei Campelli. Raggiunto il passo dei Mefoggi sono ben visibili i Piani di Bobbio dove, come punto d'appoggio, si trova il rifugio Lecco (dove io non sono passato). Dopo un attimo di sosta ai Piani di Bobbio, riprendo la strada passando dall'inizio delle piste di Valtorta in direzione del Passo del Toro (dove si trova anche un'ottima fonte di acqua fresca). A qui inizia l'avvicinamento al rifugio Grassi. Anche qui, all'esterno è presente un'ottima fontana di acqua. Inoltre il rifugio è aperto così mi fermo per merenda e per quattro chiacchere. Il sentiero prosegue poi comodo e bello fino sotto alle pareti del Pizzo dove c'è la deviazione per la via di salita del caminetto. Si attraversano le pendici meridionali del Tre Signori (attenzione all'attraversamento di alcuni canali di scarico) fino ad arrivare alla testata della Valle d'Inferno e, dopo averla attraversata abbassandosi parecchio (almeno 200m) si risale fino ai 2300m (circa) del Giarolo dove mi aspetta uno spettacolo indescrivibile... (Attenzione a questo tratto piuttosto ripido e che si sviluppa in un canalino con sassi poco stabil, ma con diverse cascate di acqua fresca) Nebbie sul versante meridionale e Sole splendente a Nord! Ormai è fatta...a breve potrò rilassarmi al Benigni dove Elisa, salita oggi per l'apertura del fine settimana, ci "vizierà” con ottimo trattamento ed una cena super!! Inoltre in questo meraviglioso nido d'aquila incontrerò, oltre al previsto Andrea, anche altri amici che vedo con gioia (Angelo, Davide e Thomas). Mi godo un'oretta di relax (ed una bella birra fresca) baciato da un bellissimo e caldo Sole. Poi, prima di cena, con Angelo saliamo alla Cima Piazzotti per il tramonto... beh, ancora una volta lo spettacolo è indescrivibile.... Poi dopo cena, e prima di infilarsi a nanna, è obbligo uscire per immortalare una notte meravigliosa! La sveglia suona presto, ma la dormita e l'abbondante colazione rendono più facile la ripartenza con un’alba splendida. Dopo la discesa dal canalino e la risalita al passo di Salmurano si passa nei pressi dei Piani dell'Avaro e poi si segue il bel sentiero fino alla Ca San Marco e all'omonimo passo. Si attraversa poi la lunga "valle di Mezzoldo" con il bellissimo ed ottimo punto d'appoggio Bivacco Zamboni (anche qui presente fontana di acqua). Avanti poi verso la Forcella Rossa da dove si ammira la conca di San Simone e poi di nuovo su...al Passo Tartano. Dopo una breve pausa pranzo e pediluvio al lago superiore di Porcile si sale (ancora) verso la Bocchetta dei Lupi per poi scendere, in mezz'oretta o poco più, al rifugio Dordona. Si deve poi risalire al Passo di Dordona per continuare il nostro viaggio verso Foppolo! Dopo aver passato il Montebello, raggiungiamo il Passo della Croce, attraversiamo la Val Carisole ai piedi del Chierico da dove possiamo ammirare la Valle Sambuzza. Scendiamo un tratto della Valle Sambuzza fino a prendere il sentiero che ci porterà al Baitone del CAI Sesto in direzione del Rifugio Longo… Da qui si vede anche il Calvi, ultimo rifugio del giro delle Orobie Occidentali che purtroppo non riusciremo a raggiungere causa l'ora tarda (sono già le 18.00 passate). Così, con un ultimo sforzo raggiungiamo il Longo dove, il mitico Enzo, impietosito dalle nostre condizioni fisiche, ci offre da bere! Con tantissimo dispiacere decidiamo definitivamente di non proseguire al Calvi perchè significherebbe arrivare a Carona verso le 22.00. Diamo ancora uno sguardo al Sole che scende e ne seguiamo l'esempio raggiungendo Carona alle 19.45, stanchi morti e con le gambe a pezzi, ma soddisfatti e con negli occhi le tantissime meraviglie che le Orobie ci hanno saputo regalare Il sentiero è tutto molto ben segnalato e non presenta difficoltà particolari a parte alcuni tratti un po' esposti o in cui utilizzare per brevissimi tratti le mani (direi adatto ad un escursionista medio esperto). I rifugi lungo il tragitto sono molti e tutti molto ben tenuti e gestiti, quindi si può decidere con tranquillità quanti giorni dedicare al giro. Molteplici sono le cime con diverse difficoltà a portata di mano. Consiglio davvero molto di eseguire anche il tratto tra il Longo ed il Calvi (o dal passo Selletta o dalle baite d'Armentarga) perché regala alcuni scorci magnifici in particolare sulle cime più alte delle Orobie (Diavolo in primis). Si possono trovare diverse sorgenti di acqua, naturalmente non controllate, ma molto utili in caso di bisogno. Un ringraziamento di cuore ad Andrea per aver accolto la pazza idea, per non aver mollato e per averci creduto fino alla fine, a Claudia perché senza il passaggio in auto sarebbe stato un bel problema recuperare l'auto a Cassiglio, ai rifugisti ed al bar "la tavernetta" di Branzi per gli ottimi trattamenti ed alle Orobie perché... esistono!

20 e 21-09-2013 – Alla riscoperta del sentiero 101
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20 e 21-09-2013 – Alla riscoperta del sentiero 101
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18-09-2013 – Pomeriggio e tramonto al Baciamorti
Dopo la bella escursione dell’altro ieri all’Avaro oggi mi godo un pomeriggio di relax su questa sempre bella cima e, visto che non ho fretta, arrivato al Gherardi mi fermo per ammirare il tramonto scendendo poi al primo buio…
18-09-2013 – Pomeriggio e tramonto al Baciamorti  - FOTOGALLERY
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16-09-2013 – Alba e trekking attorno all’Avaro
Questa settimana sono in ferie, e ne approfitto per godermi qualche passaggiata sulle Orobie. Così salgo di buon ora all’Avaro per ammirare l’alba e poi, con un cielo non troppo limpido, salgo prima ai laghi di Ponteranica e poi all’omonima cima. Da qui ripercorro un tratto di sentiero e passo dalla bocchetta di Tri Omen e, seguendo più o meno fedelmente il 101 salgo al Mut de Sura e poi al Valletto. Visto che è presto e che il tempo tiene mi dirigo al Passo di Salmurano e da qui fino alla bocchetta di Trona da dove, con un sentierino poco visibile, mi inerpico sulla vicina cima Piazzotti. Il tempo di qualche scatto e giù al Benigni, dove nell’immensa tranquillità di un lunedì di metà settembre, mi godo il pranzo. Arrivano alcune persone e anche le nuvole, così decido di ripartire e, seguendo il 101 ritorno ai Piani dell’Avaro.
16-09-2013 – Alba e trekking attorno all’Avaro  - FOTOGALLERY
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14-09-2013 – Traversata in quota da Piazza Brembana al Passo San Marco
14-09-2013 – Traversata in quota da Piazza Brembana al Passo San Marco
Testo by Andrea
Concludere un giro eccezionale come questo è già di per sé una grande soddisfazione, se questa impresa viene fatta in compagnia e in totale sintonia ed amicizia, l’impresa diventa una giornata indimenticabile, dove alla fatica si unisce la solidarietà, l’empatia e lo spirito di gruppo. Alla partenza da Piazza Brembana siamo in dieci, quando dopo poco meno di due ore siamo in vetta a Torcola Soliva capiamo che il passo è buono e che la pazza idea del Sergio di traversare in cresta in giornata fino al Passo San Marco forse può essere realizzata. L’umore è alto, raggiungiamo Torcola Vaga, il Forcolino e su fino al Pizzo Badile, splendido balcone da cui vediamo gran parte del percorso che ci aspetta; la successiva salita al Monte Secco mette alla prova i polpacci ma in vetta troviamo Ugo ad incitarci… ed è sempre bello trovare un amico sul percorso, conforta l’anima.. ne troveremo poi altri. Saliamo l’anticima del Secco, ora scendiamo per cresta erbosa della Valenzana e attacchiamo il “re”, il Pegherolo, con l’insidiosa salita da questo versante che troviamo però ri-attrezzata e possiamo rampinare in sicurezza… arriviamo in vetta al Pegherolo giusto in tempo per il pranzo… mai visto la cima così affollata! Dopo pranzo scendiamo dalla normale verso San Simone un po’ preoccupati perché l’acqua portata ormai scarseggia e sul percorso non ce n’è, dopo la lunga cresta arriviamo al Passo dell’Erba dove… la più dolce delle sorprese… troviamo due amici con 9 litri d’acqua e il caffè!!! Nonostante il ristoro Francesca e Gabriele decidono che per loro basta così, ci salutano e scendono a San Simone. Saliamo al Monte Cavallo e qui Pier vuole assolutamente anche salire al sottostante e insignificante Pizzo Cavallo (mah! eheh), così allunghiamo di un po’ il percorso verso la Terzera… visto che già è breve (eheh). La salita alla Cima Siltri è un calvario erboso, poi via ancora in cresta al Rotondo via Forcella Rossa e da qui al Lemma Occidentale… dove facciamo una pausa di riflessione… sono ormai le 15 e il percorso è ancora lungo, ma non ci scoraggiamo e, nonostante la stanchezza, si prosegue!! Al Monte Tartano Oliviero e Paolo decidono di “tagliare” scendendo dalla Forcella di Budria a prendere il 101 che li porterà lo stesso alla Ca’ San Marco, vale lo stesso ma “i pazzi” (io, Davide, Marco, Pier, Ettore e Sergio) decidono di provare a proseguire ancora in cresta, saliamo allora al Monte Azzaredo e, una volta in vetta, capiamo che… ce la faremo!!! Raccogliamo le ultime energie e la poca acqua rimasta, saliamo l’ertissima cresta erbosa e raggiungiamo il Fioraro! Sono le 18.30 e l’emozione è tanta, ora è tutta discesa!!! In realtà… quasi tutta discesa… Marco infatti insiste per salire anche il Segade, lo smadonniamo in mille lingue ma non cediamo, saliamo anche lì e puntiamo poi ormai con decisione il vicino Passo San Marco. Poco prima del passo l’ultima elevazione è la Cima Villa, in vetta alla quale ecco un altro amico… Luca… le sue calorose pacche sulle spalle significano che davvero ce l’abbiamo fatta… c’è un po’ di commozione! Una birra al Rifugio San Marco 2000 corona la traversata, così come poi la pizza finale alla “brina” di Olmo. Questa non è stata solo una traversata… è stato un romanzo di natura, fatica e amicizia…. Semplicemente indimenticabile.
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07-09-2013 - M.te Chierico - Corno Stella - Passo e M.te Tonale - Lago Publino - M.te Masoni - Rifugio
07-09-2013 - M.te Chierico - Corno Stella - Passo e M.te Tonale - Lago Publino - M.te Masoni - Rifugio
Testo by Andrea
Si avvicina l'autunno... tempo di riscoprire le nostre Orobie, tempo di wilderness e di tranquillità... io e Marco pensiamo così ad una escursione che possa abbracciare il più possibile le nostre montagne: natura, flora, fauna, tranquillità e.. perché no.. dislivello! Partiamo da Carona, saliamo in Val Carisole e cavalchiamo la cresta che dalla Pista Panoramica prima e per un pendio erboso poi ci conduce al Monte Chierico (2535 m.). Da qui la cresta si fa più alpinistica, teniamo sempre il filo e tra passaggi aerei e una fauna maestosa raggiungiamo il Corno Stella (2620 m.) in una solitudine perfetta. Non siamo sazi, ci attendono ora le Orobie del nord! Scendiamo dalla ripida pala erbosa verso la bucolica Valle del Livrio, dalla quale riattacchiamo la cresta che, puntando ora al nord pieno, prima ci porta al Passo del Tonale e poi alla isolata, pascoliva e splendida Cima Tonale (2544 metri)... siamo nel bel mezzo della wilderness nord-orobica, la solitudine è totale e ci lascia senza fiato.. nessun rumore che non sia naturale. Torniamo al Passo Tonale e, con un lungo traverso, percorriamo tutta la testata glaciale della Valle del Livrio tra antichi alpeggi fino al Lago del Publino, prima del quale proviamo a fare il bagno in una pozza d'un azzurro intenso paradisiaco.. peccato che sia fredda come solo il nord può essere! Al Lago del Publino blu cobalto è sito il Rifugio Caprari del CAI Valtellinese, possibile punto d'appoggio in caso di maltempo (attenzione, il rifugio non è gestito e, a meno che non si chiedano le chiavi alla sede di Sondrio, si può comunque utilizzare l'attiguo bivacco invernale con due posti letto), noi qui mangiamo ma non ci rilassiamo troppo... ci aspetta la "cima Coppi" di giornata.. il Monte Masoni! (2663 m.); per salire al Masoni sfruttiamo il largo vallone che sale dal lago, zona di memorabili discese sci nella scorsa stagione (riservate a pochi eletti!). Arrivati in vetta al Masoni torniamo a vedere la nostra bella Val Brembana... grande gioia.. ci vuole una birra dall'Enzo al Longo! Scendiamo al rifugio passando prima dal Passo Venina, come al solito ottima accoglienza dei rifugisti e ottima birra. La parte finale la conoscete tutti... dal Longo torniamo a Carona con la felicità in corpo per una bella cavalcata per gran parte in cresta che ha unito le Orobie sud e north side in un unico abbraccio.. con cuore in Val Brembana
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30-08-2013: San Simone – Cima Cadelle – Monte Valegino – Cima Lemma – Passo Pedena
Ancora un’escursione infrasettimanale grazie alle ferie estive, ma ancora una volta, le previsioni non sono il massimo! Lasciata l’auto a San Simone noto subito un ribollire di nuvole proprio in direzione del Cadelle che è la meta prefissata. Infatti raggiungo il passo Tartano nella nebbia. Salgo senza particolari problemi tra qualche schiarita e qualche nuvola, fino alla vetta del Cadelle, poi, ritornato al Passo di Porcile decido di salire al Valegino dalla cresta che si stacca proprio dal passo. Breve, ma con alcuni passi di arrampicata (I-II grado) un po’ esposti. Dal Valegino torno al Passo Tartano percorrendo la cresta che non presenta difficoltà se non alcuni passaggi un po’ esposti. Da qui risalgo alla Cima Lemma e poi all’omonimo passo. Dal Passo Lemma seguo la Gran Via delle Orobie fino al Passo Pedena (in realtà volevo scendere al Lago di Cavizzola, ma con la nebia sono stato sul sentiero segnato). Qui non mi resta che tornare sui miei passi fino al Passo Lemma e da qui alla macchina
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28-08-2013: Brumano – Resegone – Costa del Palio
Dopo l’escursione di ieri all’Aga in cui il tempo non è stato dei migliori, oggi le condizioni sono decisamente buone, ma altri programmi per la mattina mi costringono ad un’escursione pomeridiana. Decido così di salire da Brumano al Resegone e poi prolungo il giro verso la costa del Palio perché il tempo è davvero magnifico …una bella passeggiata in relax tra i monti di casa!.
28-08-2013: Brumano – Resegone – Costa del Palio i - FOTOGALLERY
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27-08-2013: Rifugio Longo – Cima Aga – Rifugio Calvi
Approfittando delle ferie estive mi trovo con Luca e Giorgio per una escursione. Purtroppo le previsioni meteo non sono molto buone, ma decidiamo di provare lo stesso a salire a Carona poi, in base a come sarà realmente il meteo, decideremo dove andare. La prima meta sarà il rifugio Longo che raggiungiamo sotto una leggera pioggerella. Da qui decidiamo di proseguire al passo Cigola. Visto che il cielo pare aprirsi proseguiamo fino alla vetta dell’Aga. Da qui optiamo per la discesa da Sud e, visto che non piove scendiamo verso il Calvi che raggiungiamo all’ora di pranzo. Da qui ritorno a Carona con un tempo via via in miglioramento.
27-08-2013: Rifugio Longo – Cima Aga – Rifugio Calvi - FOTOGALLERY
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Domenica 28 luglio 2013 – M.ti Nadelhorn e Stecknadelhorn
Trasferta Svizzera con Matu e Sergio. L’idea è quella di fare la Nadelgrat; una delle creste più belle delle Alpi che permette di salire ben quattro 4000. Saliamo sabato mattina all’alba a Saas-Fee da dove ci incamminiamo (niente funivia) verso il Mischabelhutte che raggiungiamo dopo 3.5 ore di cammino su sentiero bello ma ripido in basso e su ferrata infinita in alto. Pomeriggio di relax e dopo cena (alle 18.00) giretto di perlustrazione per vedere la via da percorrere l’indomani. Alle 20.30 siamo a letto e la sveglia suona all’1.30. Cielo nuvoloso, ma non pessimo. Facciamo colazione e per le 2.30 siamo in cammino. Il meteo intanto cambia, salgono le nebbie, inizia a nevischiare e in lontananza si vedono i lampi… arrivati al passo a circa 3800 il tempo è pessimo e, a malincuore, rinunciamo alla traversata cercando di portare a casa almeno il Nadelhorn. Arriviamo in vetta verso le 6.00 sferzati da un forte vento mentre le nuvole corrono in cielo. Scendiamo con massima attenzione le roccette sotto la cima mentre il cielo un po’ si apre. Decidiamo così di andare al vicino Stecknadelhorn che raggiungiamo dopo un infido ed esposto traverso (ci siamo fatti sicura con due viti da ghiaccio nel tratto più duro) ed una bella ed aerea cresta. Qualche istante in vetta e poi giù di nuovo al Mishabelhutte e quindi a Saas-Fee dove le ginocchia iniziano a sentire gli effetti della lunga discesa…
Domenica 28 luglio 2013 – M.ti Nadelhorn e Stecknadelhorn   - FOTOGALLERY
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Domenica 04 agosto 2013 –Dom de Mischabel
Gita organizzata dal CAI Valle Imagna su questo colosso delle Alpi Svizzere. Il Dom è la montagna più alta totalmente nel territorio svizzero ed uno, se non il più, difficile dal punto di vista fisico. La partenza avviene infatti dai 1406 m del paese di randa nel Vallese e si sale a piedi, senza alcun aiuto di funivie o altro, fino ai 4545 m della vetta sostando alla Domhutte posta a 2936 m. Noi saliamo il sabato fino al rifugio percorrendo il bello e ripido sentiero che diviene attrezzato dopo l’Europahutte. Domenica alle 3.30 partiamo sotto una bellissima stellata e saliamo abbastanza tranquillamente fino ai 3723 del Festijoch (tratto di ghiacciaio piuttosto tormentato e un tratto di roccia sul II grado). Qui saliamo a destra e percorriamo la Festigrat che, alternando tratti di roccia non difficili, ma esposti a tratti di neve e ghiaccio ci porta sulla vetta del Dom. Purtroppo a ¾ della salita il tempo cambia e così ci troviamo immersi nella nebbia, con raffiche di vento molto forti e neve… Il magnifico panorama della cima non ci è concesso e, anche trovare la via normale dalla quale scenderemo, non è semplice. Attendiamo per qualche minuto una schiarita che per fortuna arriva e ci permette di individuare la traccia che scende dalla normale. La percorriamo senza problemi passando sotto maestosi seracchi e sopra grandi crepacci fino a ritornare al Festijoch da dove si ritorna alla Domhutte e quindi a Randa con un bel dislivello di quasi 3200 m in discesa! Peccato per l’inclemenza del meteo in vetta, ma è un itinerario che merita di essere percorso e vissuto nonostante la sua lunghezza e la difficoltà fisica che lo rilega tra le ascensioni non alla portata di tutti. Complimenti al CAI Valle Imagna per l’ottima organizzazione che ha permesso a tutti e 15 i partecipanti di raggiungere la cima!
Domenica 28 luglio 2013 – M.ti Nadelhorn e Stecknadelhorn  - FOTOGALLERY
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Domenica 11 luglio 2013 – Monte Ortles (3905 m.)
Gita organizzata dal CAI Trescore e propostami da Andrea. Accetto l’invito e così si parte sabato all’alba per salire a Solda. Alle 12.30 ci incamminiamo per il rifugio Payer che raggiungiamo verso le 14.30-15.00 con qualche nuvolone. Pomeriggio di relax e studio via di salita e, dopo cena, a nanna. Ore 3.30 suona la sveglia, ci sia alza e… sorpresa! Pioggia, fulmini e nebbia… impossibile partire! La rifugista rimanda anche le colazioni alle 5.00 e dunque tutti a letto. Ore 4.40 ri-suona la sveglia ed il tempo è leggermente migliorato. Le nuvole però riempiono il cielo e l’indecisione regna sovrana. Facciamo comunque colazione e iniziamo a discutere sul da farsi. Dopo vari tentennamenti alle 5.45 i capi-gita dichiarano annullata la gita per maltempo lasciando però la possibilità a chi vuole di salire in autonomia… io e Andrea non ci pensiamo nemmeno e decidiamo di partire, poi valuteremo se proseguire o rinunciare. Si aggrega Giacomo al posto del compagno di cordata Davide. Saliamo tranquilli sul primo tratto di roccia superando i vari passaggi piuttosto esposti e mai banali (II e III grado), ma che in salita non danno troppi problemi. Nel frattempo il cielo si pulisce e volge al bello. Arriviamo alla buca dell’orso, tratto a mio avviso più pericoloso dell’itinerario. Infatti si deve traversare e salire un bel pendio di neve (35°) tutto sotto il tiro di grandi seracchi… via di corsa ed arriviamo alla calotta del ghiacciaio sommitale che senza particolari problemi, a parte qualche crepaccio, ci porta sulla vetta che raggiungiamo alle 9.00 con tempo splendido. Il tempo per qualche foto e giù verso casa. Sul ghiacciaio incontriamo tutto il resto della compagnia che ha deciso di salire e raggiungerà la cima! Noi proseguiamo affrontando con massima attenzione le infide ed esposte roccette facendoci un po’ di sicura fino al Payer dove ci gustiamo una meritatissima birra e strudel. Poi giù a Solda che raggiungiamo alle 14.00 e dove Ugo ci aspetta per riportarci a casa… Una bellissima esperienza su una montagna per nulla banale e da affrontare con la massima attenzione soprattutto in discesa!
Domenica 11 luglio 2013 – Monte Ortles (3905 m.)  - FOTOGALLERY
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Domenica 13 luglio 2013 – Traversata Diavolino/Diavolo e M.te Aga
In occasione della manifestazione 150cime per i 150anni del CAI, come CAI alta Valle Brembana abbiamo il compito di portare i gagliardetti in vetta al Diavolo di Tenda. Così si parte alle 6.00 da Carona in direzione Calvi che raggiungiamo in poco più di un’oretta e mezza. Rapida sosta ristoratrice e poi via verso il passo di Valsecca che raggiungiamo tagliando alti su neve sotto al Grabiasca ed al Poris. Per le 9.00 siamo al Passo dove ci accoglie un numeroso branco di stambecchi (una trentina). Risaliamo i primi facili e ripidi prati verso il Diavolino fino a quando iniziano le prime difficoltà su roccia. Mettiamo il casco e ci imbrachiamo (così se servirà la corda saremo pronti e veloci), e saliamo un po’ seguendo il tracciolino ed i bolli sbiaditi un po’ arrampicando su belle rocce (difficoltà II massimo III grado) fino alla vetta. Da qui con estrema attenzione si scende fino all’intaglio superandolo con altrettanta attenzione per via della roccia marcia e di un paio di piccole lingue di neve (aggirabili) e poi si risale la bella cresta del Diavolo di tenda (difficoltà circa come quelle del Diavolino) fino alla vetta. Qui ci raggiungono altri due amici con cui condividiamo la sosta. Scesi dalla normale decidiamo si tornare passando dal Longo, ma prima del passo Selletta, l’Aga ci guarda e ci tenta così saliamo anche qui! Discesa dalla normale stra-piena di neve, sosta dall’Enzo per l’ottima merenda e poi giù alla macchina che raggiungiamo verso le 17.00… missione CAI compiuta con successo!…
Traversata Diavolino/Diavolo e M.te Aga - FOTOGALLERY
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Sabato 12 luglio 2013 – P.zi Recastello (2886 m) canale nord, Tre Confini (2824 m), m.te Gleno (2882 m)
Partiamo verso le 5.00 da almè sotto un forte temporale, ma dal radar si vede che le Orobie sono asciutte. Ci fidiamo ed arriviamo a Valbondione con cielo sereno e terra asciutta… ottimo! Saliamo al Curò con buon passo nonostante l’umidità, breve pausa al rifugio e poi su verso il canale. Condizioni ancora ottime quindi saliamo bene con ramponi e picche che fanno egregiamente il loro dovere. Arrivati in vetta con le prime nuvole che risalgono ci fermiamo qualche minuti prima di scendere dalla normale fino alla fine del canalino attrezzato. Qui traversiamo su bella neve fino al Tre Confini dove sostiamo pochissimo prima di intraprendere la bella, ma non banale cresta che ci porta sul Gleno (passaggi di I e II grado su roccia poco stabile). Qui rimaniamo in vetta qualche minuto in compagnia di un tranquillo branco di stambecchi e poi giù veloci sull’ottima neve che ricopre tutta la valle del trobio. Raggiunto il rifugio ci concediamo la meritata merenda e poi giù verso la macchina che raggiungiamo circa alle 16.00…
P.zi Recastello (2886 m) canale nord, Tre Confini (2824 m), m.te Gleno (2882 m)  - FOTOGALLERY
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Domenica 07 luglio 2013 – C.ma Presanella, Parete Nord – via Faustinelli
Altra gita pensata e voluta da Gerry con il gruppo del corso GAMASS. Saliamo sabato pomeriggio al rifugio Denza che raggiungiamo alle 18.30 precisi per sederci a cena (ottima). Alle 20.30 siamo a letto nel sottotetto della Chiesa vicina al rifugio dove siamo stretti, ma va bene così…tanto per quello che dobbiamo dormire….! Alle 2.00 suona la sveglia, colazione e per le 2.40 siamo in cammino sotto un cielo diviso tra stelle, nuvole e qualche lampo in lontananza. Il meteo non ci lascia molto tranquilli, ma saliamo con calma aspettando che schiarisca un po’ e decidere il da farsi. A circa 2900 ci fermiamo una mezz’oretta per cercare di capire che intenzioni ha il meteo e notiamo che le nebbie paiono alzarsi e dissolversi, mentre dei lampi ormai non c’è più traccia. Le previsioni davano bello dunque via, si sale! Ci attrezziamo del necessario e su! Sono il primo davanti e seguo un po’ le vecchie tracce ed un po’ quelle di due alpinisti che ci precedono di una mezz’oretta. Superata la crepacciata terminale con qualche apprensione salgo su neve non sempre buona, ma ben tracciata e qualche tratto di ghiaccio aggirando le rocce affioranti. Pendenza sempre sostenuta tra i 55 ed i 65°; saliamo con passo lento e seguento i 450 m che ci portano a sbucare in vetta a questa bellissima montagna dove ci attende un caldo e splendente Sole! Il panorama è un po’ compromesso dalle varie nuvole che girano. Rimaniamo un po’ in cima mentre ricompattiamo il gruppo e poi giù dalla normale ottimamente tracciata e che non crea problemi! Per le 13.00 siamo alla macchina pronti a tornare a casa!!
Domenica 07 luglio 2013 – C.ma Presanella, Parete Nord – via Faustinelli  - FOTOGALLERY
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Sabato 29 giugno 2013 – Pizzo Redorta
Oggi mi trovo con Andrea e Giovanni alle 4.15 per salire al Redorta dal canale “centralissimo ovest”. Poco prima delle 8.00 siamo al Brunone dove facciamo un po’ di colazione e poi su… si inizia a pestare neve poco dopo il rifugio e la qualità è ottima grazie al freddo ed al cielo divenuto ormai nuvoloso. Canale di circa 300 m che sbuca direttamente in vetta con pendenza massima di circa 50°. Pochi secondi in vetta perché nevica e fa molto freddo e poi giù dall’altro canale ovest molto più semplice. Alle 11.00 siamo al rifugio dove, dopo una birra ed un panino, si riparte veloci verso valle. Infatti alle 17.00 dobbiamo essere a Piazza Brembana per la presentazione dell’annuario ed alle 19.30 ai rati Parini per la cena… olè!
Sabato 29 giugno 2013 – Pizzo Redorta - FOTOGALLERY
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Martedì 25 giugno 2013 – Tramonto al Monte Linzone
Giretto dopo lavoro al Linzone con Claudia, Paolo, Tino, Roberta, Luca e Martina giusto per sgranchire le gambe e vedere il tramonto. Arrivati su, con qualche perplessità per i nuvoloni che girano, attendiamo l’ora del crepuscolo. Verso le 21.00 ecco che ad Est si presenta uno spettacolo incredibile… Arcobaleno e virghe di precipitazione illuminate dai raggi bassi e caldi del Sole. Anche questa volta il “solito” Linzone ci ha regalato uno spettacolo unico e magnifico!
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Sabato 22 e domenica 23 giugno 2013 – Monte Pasquale dal canale Nord e Gran Zebrù dal canale Pale Rosse
Ultima uscita del corso GAMASS con l’obiettivo di salire il Gran Zebrù dal difficile e famoso canale delle Pale Rosse. Dovendo pernottare al rifugio Pizzini, una parte del gruppo decide di salire il sabato prima dell’alba per occupare la giornata salendo il monte Pasquale dal canale nord. Passiamo dal rifugio per lasciare i “pesi inutili” e ci incamminiamo verso l’evidente canale. Ai piedi di questo ci imbrachiamo, ci leghiamo ed iniziamo a risalire nell’ampia rigola con pendenze non eccessive (circa 45-50°). Sono davanti e seguo le tracce di chi ci ha preceduto fino all’ultimo tratto dove le pendenze si fanno toste (60°) ed affiora ghiaccio. Le picche e le punte dei ramponi fanno un lavoro egregio e salgo senza problemi fino a sbucare sulla cresta che in breve ci porta sulla bella cima che avevo già salito il 25 aprile scorso salendo dalla Valle di Rosole. Dopo una breve pausa in vetta e le foto di rito ritorniamo al rifugio dalla normale passando vicini ad enormi seracchi che scendono dal ghiacciaio del Cevedale. Dopo pranzo ci godiamo il meritato relax mentre attendiamo il resto del gruppo e ci prepariamo alla salita di domani… Ore 2.40 suona la sveglia; ore 3.15 le luci delle frontali (superflue grazie alla bella luna piena che rischiara la notte) illuminano la neve che dal rifugio Pizzini porta verso il Colle delle Pale Rosse. Raggiungiamo il passo alle 5.00 mentre albeggia, fa un freddo boia e mentre ci imbrachiamo e leghiamo le mani ed i piedi soffrono… In breve ci mettiamo in moto mentre i primi raggi illuminano le alte cime che ci circondano, noi il Sole lo vedremo solamente all’uscita sulla cresta sud… Saliamo su neve dura e tratti di ghiaccio che Gerry, mio compagno di cordata, cerca a lato della traccia principale. Si sale bene, senza particolari problemi mentre le pendenze, costantemente attorno ai 55° con alcuni tratti attorno ai 60-65° ci portano sempre più in alto. L’ultimo tratto è bello ripido e, quando Gerry sbuca dal canale si gira e mi dice “da qui non si esce, troppe cornici”… Avvisiamo gli altri di deviare a destra mentre noi torniamo leggermente sui nostri passi e traversiamo verso destra dove, la neve è di meno e l’uscita dal canale agevole. Qui il Sole finalmente ci scalda (non ho ancora tolto la seconda giacca e le muffole), e ci si presenta davanti il panorama unico, bellissimo, indescrivibile… la cresta non è sottile, ma molto esposta. La percorriamo fino alla grande croce che raggiungiamo alle 8.00 del mattino. In vetta ci sono già altre persone (una dozzina), quindi salutiamo ed attendiamo che arrivino i nostri compagni di avventura. Rimaniamo lassù qualche minuto mentre possiamo finalmente scaldarci, rifocillarci e godere di questo meraviglio spettacolo poi, dopo le numerose foto iniziamo a scendere. La neve inizia a “remollare” e bisogna stare attenti allo zoccolo che, alcune volte, si forma sotto i ramponi. Cerchiamo di passare dove la neve tiene meglio ed in breve siamo al collo di bottiglia (ultimo tratto delicato) dove, alcuni ragazzi ci informano che una cordata è da poco scivolata dalla pala della normale. Cerchiamo di capire dove e cosa possa essere successo, ma non vediamo nulla… di lì a poco ecco l’elicottero che effettua l’intervento. Non sappiamo cosa sia successo e, compattato il gruppo, riprendiamo la marcia fino al Pizzini che raggiungiamo verso le 11.00… Qui le notizie sull’accaduto sono contrastanti, ma l’aria che si respira è “pesante”, finché giunge la tragica notizia dell’accaduto. Torniamo velocemente alle macchine dove il cellulare prende per avvisare a casa che per noi è tutto ok. Siamo veramente soddisfatti per le due salite effettuate, ma abbiamo una grande tristezza nel cuore e tanti interrogativi nella testa…
Sabato 22 e domenica 23 giugno 2013 – Monte Pasquale dal canale Nord e Gran Zebrù dal canale Pale Rosse  - FOTOGALLERY
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Sabato 15 giugno 2013 – Monte Salimmo canale Faustinelli variante Sinistra
Partenza alle 4.00 (circa) da Almenno con il GAMASS. Saliamo in auto fino a circa 2000 m tramite la strada sterrata. Da qui un tratto su erba pianeggiante e poi si entra nel grande vallone che risaliamo tra neve e qualche tratto di pietraia. Si risale il vallone fino sotto all’evidente canale. Tutto tracciato da altri quattro ragazzi che ci precedono. Si prende una variante a sinistra per l’uscita con pendenze sostenute (circa 60°), ma si evitano grosse cornici. Da qui per cresta non banale (passaggi di II e tratti innevati) fino alla grande croce di vetta. Discesa per un altro canale meno ripido che ci porta alla base del Faustinelli e da qui alla macchina. Ottima gita, canale super tracciato (era una scala)… peccato per il “solito” meteo che con nebbie e qualche nuvola non ci ah fatto godere di un panorama di certo eccezionale e non ha permesso un buon rigelo notturno!
Sabato 15 giugno 2013 – Monte Salimmo canale Faustinelli variante Sinistra - FOTOGALLERY
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Exploring Menna: canale della grotta e canale dello Zoppo

Difficoltà: PD+
Pendenze: 45-50° su neve (variabile a seconda della qualità/quantità della neve); II su roccia marcia. Tratto di 60-65° all'uscita del canale dello Zoppo

Il programma di oggi prevedrebbe una salita in un famoso canale delle Alpi, ma alle 4.00 quando ci troviamo stanno già girando dei "simpatici" temporali e quindi, piuttosto che ritornare a letto decidiamo di salire in alta valle per un giro con meta non troppo definita.
Lasciamo l'auto a Roncobello e saliamo verso la Baita dello Zoppo con l'obiettivo di andare a curiosare sui canali che s'innalzano dalla nord del Menna. Poco sopra la baita ci arriva addosso un bello scroscio di pioggia e siamo sempre più convinti di dare un'occhiata ai canali e poi tornarcene a casa.
Però quando usciamo dal bosco ampie schiarite fanno tornare l'ottimismo e decidiamo di proseguire verso un ampio e ben visibile canale che sale a sinistra del sentiero e che parte nei pressi di una grossa grotta. Il primo tratto è una paretina di roccia marcia che aggireremo sulla destra dove le difficoltà sono minori, poi salendo è un'alternarsi di neve (pendenza intorno ai 50° massimo) e roccia (II grado) fino all'uscita sulla cresta del Menna. Da qui seguiamo il sentiero fino in vetta dove è ormai salita la nebbia e tira un forte vento.
Scendiamo velocemente fino ad un'altro canale che avevamo adocchiato in precedenza, ma per arrivare a toccare la neve dovremmo fare due doppie. Gerry fa la prima calata, ma poi arriva una forte tempesta ed i tempi stringono...rinunciamo a questo canale e ci dirigiamo verso un'altro un po' meno ostico.
Anche qui è necessario fare una doppia da 20m per attivare sulla neve (questo tratto se fatto in salita con neve arriva a 70°) e da qui cerchiamo di scendere più veloci possibili anche perché la roccia è molto marcia ed ognuno di noi che scende rischia di gettare pietre sugli altri.
Più in basso, dopo un saltino di misto, le pendenze si addolciscono fino ad arrivare alla boscaglia. Qui decidiamo di scendere dritti dal vallone che, con parecchio ravanamento tra i mughi, ci porta alla baita dello Zoppo dove il simpatico proprietario ci offre un ottimo e riscaldante bicchiere di vino!
Da qui si scende rapidi fino a Roncobello dove arriviamo giusti per pranzo al rifugio Valle del Drago.
Una bella esperienza che ci ha fatto scoprire itinerari molto interessanti e poco conosciuti che saranno da tenere presente la prossima stagione (ormai sono troppo secchi). I nomi dei canali li abbiamo inventati noi perché in giro non ho trovato relazioni di questi itinerari, se qualcuno invece ha altre info...ben vengano!! 

Exploring Menna: canale della grotta e canale dello Zoppo - FOTOGALLERY
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Domenica 02 giugno 2013 – Monte Pietra Quadra dal Canale nord
Anche oggi mi muovo con il gruppo del GAMASS e, dopo la giornata su roccia di ieri, oggi si va a pestare un po’ di neve sulle Orobie. Purtroppo le alte temperature ed il cielo nuvoloso non hanno permesso alla neve il necessario rigelo e quindi avremo da tribulare. Saliamo da Branzi dalla bellissima e lunghissima Valle Scura (1100 m) di pura salita senza pause, poi dobbiamo ri-discendere di circa 250 m per prendere lì’attacco del canale che ci porterà sulla cresta che, con qualche passaggio esposto, ci porterà alla croce posta sull’antecima del Pietra Quadra. Da qui bellissimo ed ampio panorama e poi giù dal medesimo itinerario!
Monte Pietra Quadra dal Canale nord  - FOTOGALLERY
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Sabato 01 giugno 2013 – Cresta del Cinquantenario al Moregallo
Ancora una gita con il GAMASS per il corso di quest’anno. Oggi si va su roccia e la meta decisa è la cresta del cinquantenario al Moregallo sopra Valmadrera. La cresta presenta difficoltà tra il IV ed il V grado tutta su calda e bella roccia con un bellissimo panorama sui laghi e sui monti della brianza. Finalmente una bella giornata tardo-primaverile con sole, caldo ed una bella brezza…
Cresta del Cinquantenario al Moregallo - FOTOGALLERY
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26 maggio 2013 – Cima Presena
Ebbene sì… è arrivato il momento della prima ski-alp! Viste le recenti nevicate Matu mi propone una salita alla Cima Presena dal passo del Tonale. Saliamo dalla pista Paradiso (chiusa) e poi dalle piste del ghiacciaio Presena battute ed aperte. La salita non ha presentato difficoltà particolari, mentre la discesa sarà difficile anche se, per fortuna la qualità della neve è ottima e le piste alte sono in condizioni perfette. Prima esperienza fatta, dall’anno prossimo si può partire…
26 maggio 2013 - Cima Presena - FOTOGALLERY
26 maggio 2013 - Cima Presena - FOTOGALLERY
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25 maggio 2013 – Zucco Pesciola nella tormenta
Gita con il “corso di avvicinamento alla montagna” del GAMASS. La meta dovrebbe essere la cresta Ongania allo Zuccone Campelli, ma la neve ed il meteo ci faranno cambiare tutto. Alle 5.00 non piove, ma il cielo non promette nulla di buono. Decidiamo di salire comunque a Valtorta poi vedremo. Su inizia a nevicare e le piste sono in veste invernale. Ci fermiamo al Lecco per un caffè mentre fuori la neve continua a scendere. Decidiamo di provare lo stesso a salire da qualche parte. Con fatica saliamo allo Zucco Pesciola ed iniziamo a risalirlo. Arrivati in vetta foto di rito e giù verso casa! Gita veloce rubata al meteo avverso!
25 maggio 2013 – Zucco Pesciola nella tormenta  - FOTOGALLERY
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24 maggio 2013 – Il magico tramonto dell'inverno estivo dal Linzone
In questa pazza primavera inoltrata è arrivata una bella perturbazione con aria fredda che ha scaricato neve fin verso i 1000 metri...è tutto il giorno che seguo il Sat e noto che poco più a ovest della nostra provincia soffia il Fhoen. Dalla finestra vedo il Linzone ben innevato e mi chiedo se il vento riuscirà a regalarci un magico tramonto. Alle 18.30 esco dal lavoro, ma nessuna traccia delle aperture ed allora metto il cuore in pace, ma poi, verso le 19.00 l'ennesimo sguardo al Sat mi fa decidere di rischiare lo stesso. Con un giro di chiamate all'ultimo secondo vedo se c'è qualcuno che ha voglia di accompagnarmi, ma nessuno può e allora via, salgo in Valcava in auto, poi si vedrà! Arrivato al Passo c'è già la neve e decido di salire un pezzo...naturalmente arriverò in vetta e lo spettacolo del tramonto sarà, ancora una volta, unico ed indescrivibile!
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18 maggio 2013 – Tra creste, pascoli e salti d'acqua: un anello perfetto
18 maggio 2013 – Tra creste, pascoli e salti d'acqua: un anello perfetto Ponte della Lavina - Piazzoli - I Canti - Zuc di Valbona - Costa del Palio - Resegone - Creste nord del Resegone - Morterone - Sorgenti dell'Enna - Ponte della Lavina .

Visto le previsioni meteo non ottimali si decide per un giro ad anello con partenza dal Ponte della Lavina e passaggio per le sorgenti dell'Enna il resto può variare a secondo del meteo. Parcheggiamo la macchina vicino al ponte della Lavina per poi proseguire lungo la provinciale sino a prendere la strada agrosilvopastorale che porta alle fraz. di Roncalli e Piazzoli. Da lì per sentiero sino alla Bocchetta di Grasssello, veloce puntata ai Canti ritorno alla Bocchetta per poi salire allo Zuc di Valbona e proseguire lungo la costa del Palio sino al Resegone leggermente imbiancato dalla grandinata del giorno prima. Visto che il tempo regge si decide di proseguire lungo le creste nord percorse con cautela visto che c'è ancora grandine sul sentiero scesi dalla Punta Cermenati tocchiamo in successione la Stoppani, Manzoni, Dente, Pozzi, Morterone, per poi scendere al passo del Giuff, sorg. Forbesette ed infine Morterone dove ci fermiamo a mangiare alla Trattoria Cacciatori. Un grazie alla giovane ristoratrice che nonostante l'ora (13.30) ci ha rifocillato. Discesa verso la valle dell'Enna con sosta fotografica alle sorgenti particolarmente gonfie di acqua, pediluvio inevitabile per attraversare il torrente ed andare alla bocca di uscita delle sorgenti. Bello e lungo giro (25Km per 1950m di dislivello) in compagnia di Andrea e Sergio.
18 maggio 2013 – Tra creste, pascoli e salti d'acqua: un anello perfetto - FOTOGALLERY
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Monte Pegherolo dalla parete Nord -Domenica 12 maggio 2013
Domenica 12 maggio 2013 – Monte Pegherolo dalla parete Nord Dopo la bella salita di ieri al Grignone, anche oggi siamo con alcuni "elementi" del gruppo GAMASS di Almenno capitanati da Gerry. L'idea è quella di percorrere questo itinerario alpinistico poco conosciuto, ma che ci permetterà di scoprire quanto le nostre Orobie possano stupire e regalare grandi emozioni. La tanta pioggia, arrivata a anche sopra i 2000, ha un po' rovinato i canali e le vie di misto come questa portando via molta neve e facendo emergere i passaggi su roccia. Partiamo dal piazzale di San Simone alle 6.00 e ci incamminiamo su un sentiero "di capre" verso il vallone che scende da sotto la cima del Pegherolo. Risaliamo i residui di slavine ed un saltino di roccia fino ad approdare finalmente sulla neve del primo tratto di canale. Qui cambiamo assetto indossando casco e ramponi, prendiamo le picche, ci imbraghiamo e leghiamo...siamo pronti! Formiamo le due cordate, una capitanata da Gerry con Oliviero ed Anna e l'altra formata da me e Sergio. Si sale bene su neve con pendenze via via maggiori (pendenza massima oggi attorno ai 50-55°, ma dipende dalal quantità e qualità della neve) fin sotto l'ultimo tratto dove è necessario arrampicare (III grado su roccia marcia). Qui saliamo facendoci sicura su esili spuntoni da ricercare nella tanta roccia poco solida. Si sale utilizzando le punte dei ramponi e le becche delle picche infilate nelle fessure o nell'erba. Salgo da primo ed un po' mi tremano le gambe, ma la concentrazione e l'attenzione per quello che prendo in mano fanno sì che salgo bene e senza "buttare giù" nulla ai compagni di viaggio. Facciamo tre tiri e poi sbuchiamo esattamente sotto la croce ed iniziamo a vedere il Sole...la soddisfazione è immensa e l'adrenalina alle stelle!! Dopo la meritata pausa in vetta scendiamo per un tratto dalla normale per poi prendere un altro canale che, con qualche salto a tratto ingaggioso, ci riporta nel vallone salito la mattina e quindi alla macchina! Per le 12.30 siamo “dallo Yuri” per un ottimo aperitivo e poi giù verso casa
Monte Pegherolo dalla parete Nord -Domenica 12 maggio 2013 - FOTOGALLERY
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Grigna settentrionale dal canale Ovest -Sabato 11 maggio 2013
Anche oggi uscita con la “scuola di polizia” del GAMASS. La meta iniziale era la Grignetta dalla cresta Segantini, ma considerato che alle 4:45 quando ci troviamo, piove bene, si decide di cambiare destinazione andando più a nord ovest dove pare che il tempo sia migliore. La scelta si rivela azzeccata perché al Cainallo sopra Esino Lario, splende il Sole e non ha nemmeno piovuto. Risaliamo al rifugio Betti e, dopo una veloce pausa caffè, ci avviciniamo ed iniziamo a risalire il canalone che ci porterà al rifugio Brioschi sulla cima della Grigna. La salita presenta neve con pendenze introno ai 60° e passaggi di III+ su roccia. Naturalmente si sale legati facendosi, dove possibile sicura. In vetta ci attende un bel Sole, coperto solo a tratti da qualche nuvolone, e ci possiamo rifocillare per bene. Per il ritorno seguiremo la cosiddetta “via del nevaio” passando dal rifugio Bogani e compiendo così un bellissimo anello.
Grigna settentrionale dal canale Ovest -Sabato 11 maggio 2013 - FOTOGALLERY
Grigna settentrionale dal canale Ovest -Sabato 11 maggio 2013 - FOTOGALLERY
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Pizzo Arera dal canale nord - Domneica 5 maggio 2013
Oggi con Sergio e l'idea è di salire, finalmente, il canale nord del Pizzo Arera. Lasciata l'auto alle Baite di Mezzeno ci incamminiamo verso il Passo di Branchino e da qui al Mandrone. La neve non manca e, per fortuna è anche portante, se non in alcuni piccoli tratti. Giunti ai piedi del mandrone si scorge il breve, ma interessante canale che andremo a risalire a breve. Il canale è lungo meno di 100m e la pendenza massima, credo, sia attorno ai 45-50°, dunque come grado di difficoltà lo valuterei un F. La difficoltà maggiore la troviamo all'uscita dove non seguiamo le tracce esistenti che escono a sinistra (non le abbiamo viste), ma usciamo dritti su roccia molto marcia ed instabile facendo qualche acrobazia. Si prosegue poi su neve buona ed in ambente eccezionale a picco sopra la Valcanale fino alla vetta. Da qui saliamo anche la vicina cima est e poi giù fino al Capanna 2000 e rientro dal sentiero dei Fiori basso assistendo alle manovre dell'elisoccorso impegnato in un intervento proprio nel canale salito qualche ora prima!
Pizzo Arera dal canale nord - Domneica 5 maggio 2013 -FOTOGALLERY
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Castello di Gaino cresta Ovest - 4 maggio 2013
Oggi sono con il gruppo GAMASS di Almenno S. S. per l’uscita del corso di avvicinamento alla montagna e la meta è il Castello di Gaino, modesta elevazione posta sopra il Lago di Garda a Salò. Per fare un po’ di pratica con la roccia e le manovre di base dell’alpinismo saliamo dalla cresta ovest dove la roccia è di qualità ottima e le difficoltà sono attorno al III-IV grado. Volendo lungo la via, ci sono passaggi anche di V, ma oggi visto l’affollamento della cresta, li evitiamo aggirandoli. Il panorama è bellissimo sul lago e la giornata calda e limpida. Una volta raggiunta la cima si scende dal sentiero della “normale” che in circa un’oretta ci riporta alla macchina.
Castello di Gaino cresta Ovest - 14 maggio 2013 -FOTOGALLERY
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Due giorni al ghiacciaio dei forni (25-26 aprile2013)
Per il ponte del 25 aprile l’idea è di fare una trasferta in alta Valtellina per salire qualche cima del ghiacciaio dei Forni. Purtroppo il meteo non ci lascia molte possibilità ed allora cambiamo il programma comprimedo i tempi. Partenza alle 4.00 del mattino del 25 e via subito in direzione del rifugio Branca dove poi trascorreremo la notte. Risaliamo la val rosole e arriviamo ai 3553 del Monte Pasquale in una giornata spettacolare! La tentazione è quella di traversare al Cavedale per cresta, ma fa un po’ troppo caldo e così decidiamo di scendere al rifugio dove attendiamo Andrea e Luca che hanno salito il gran Zebrù. Il 26, confidiamo nelle aperture previste, ma le nuvole intasano già il cielo alle 5.00 del mattino! Si parte lo stesso e, seguendo l’evidente traccia che appare nella nebbia raggiungiamo i 3703 m del palon de La Mare. Panorama nulla, ma lo stesso grande soddisfazione! Nonostante il tempo poco clemente siamo risusciti a salire due belle cime in un ambiente eccezionale! Ottima compagnia con Claudia, Martina, Luca, Andrea ed Antonio…
Due giorni al ghiacciaio dei forni (25-26 aprile2013)
Due giorni al ghiacciaio dei forni (25-26 aprile2013)
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Due giorni al ghiacciaio dei forni (25-26 aprile2013)
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Due giorni al ghiacciaio dei forni (25-26 aprile2013)
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Piz d'Agnel e Piz Surgona, una fruttuosa trasferta svizzera il 6 aprile 2013
Questo fine settimana ancora meteo incerto e pericolo valanghe a 3, dunque l’incertezza regna sovrana. Alla fine decidiamo di buttare un occhio alle previsioni in Engadina e scopriamo che lì sono previste più aperture ed il pericolo valanghe è a 2. Dopo un po’ di telefonate con Sergio decidiamo di salire così dal Passo Maloja e poi allo Juillierpass dove ci accolgono qualche cm di neve fresca e parecchie nuvole… Si parte subito con le ciaspole ai piedi nella grande val d’Agnel. Mentre saliamo la nebbia si dirada fino a regalarci un cielo limpido ed azzurro. Il morale è alto e ci diamo il cambio a tracciare sulla neve fresca (per fortuna poca e con la vecchia traccia visibile). Dopo circa 3.30 ore di cammino raggiungiamo la cima del Piz d’Agnel (3206m) dove però le nebbie regnao sovrane! Per fortuna poco prima, alla forcella il panorama ci si è concesso. Mentre noi scendiamo ci raggiungono gli amici ski-alp che seguono il nostro itinerario e scambiamo con loro quattro chiacchere. Ritornati al Passo d’Agnel mangiamo un panino “al volo” e poi decidiamo di non tornare subito a valle e quindi risaliamo al Surgonda(3196m) dove, con sorpresa, ci ritroviamo con gli amici ski-alp! Dopo le foto di rito ritorniamo verso lo Jullierpass da una valle laterale chiudendo così un meraviglioso anello!
Piz d'Agnel e Piz Surgona, una fruttuosa trasferta svizzera il 6 aprile 2013 - FOTOGALLERY
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Il Pazzo tempo di Pasqua - domenica 31 marzo 2013
Unica giornata di tempo buono in questi tre gironi di Pasqua e quindi bisogna approfittarne; le condizioni meteo mi regaleranno una serie di situazioni varie e spettacoli. Dalla nebbia del mattino, al vento da nord, al Sole caldo fino al temporale ed un tramonto meraviglioso... La mattina, con LucaMarti, saliamo ai tre Faggi per l'alba con l'idea di proseguire poi ai Canti, Zuc di Valbona, costa del Palio e Resegone. Arriviamo ai tre Faggi giusti giusti per l'alba e, dopo averne ammirato la bellezza, proseguiamo su neve immacolata lungo il percorso previsto. Raggiungiamo i Canti e lo Zuc di Valbona sotto un Sole magifico, ma dobbiamo fare tutta la traccia ed il tempo stringe perché dobbiamo rientrare per il pranzo Pasquale. Vista la costa del Palio, tutta immacolata, decidiamo di goderci il panorama e, con calma iniziamo a discesa riuscendo così a tornare con largo anticipo sul pranzo..... Nel pomeriggio sono previsti temporali, ma guardando il sat e le webcam si nota che, ad Ovest, il tempo è ottimo. Purtroppo ormai è tardi per salire su qualche cima (tipo Resegone) e allora, nonostante ha iniziato a piovere a dirotto e tuona, prendo la macchina e decido di salire al Pertus che magari becco un bel tramonto... Ad Almenno S.S. tempesta bello grosso e mi domando "ma dove cavolo vado con sto tempo??", ma decido di non mollare e salgo Da metà Roncola la strada è asciutta e poi il cielo diventa limpido con nuvoloni ad est. Lo spettacolo è assicurato... anche questa volta la partenza azzardata ha portato ottimi frutti!!
Il Pazzo tempo di Pasqua - domenica 31 marzo 2013 FOTOGALLERY
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Nella nebbia a Cima Papa Giovanni Paolo II il 30 marzo 2013
Anche oggi il meteo non promette nulla di buono, ma pare che fino alle 10.00 ci siano possibilità di tempo decente. In effetti alle 5.15 quando partiamo il cielo è limpido e, salendo a Valcanale in auto, gustiamo un’alba meravigliosa. Purtroppo però mentre iniziamo a camminare il cielo si copre…nebbia e nuvole la fanno da padrone e la salita al passo dei Gemelli si rivela tutt’altro che semplice complice anche l’assenza di tracce. Dopo qualche “deviazione” involontaria arriviamo al passo dei gemelli accompagnati anche da una bella nevicata. Saliamo velocemente alla cima e poi giù verso valle… Troviamo una baita aperta dove entriamo, scavando nella neve, e pranziamo (anche se sono le 10.30!!)… Si scende poi sotto una bella nevicata che, nei pressi dell’Alpe Corte diventa pioggia…
Nella nebbia a Cima Papa Giovanni Paolo II il 30 marzo 2013 - FOTOGALLERY
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MONTE GUGLIELMO - 23 marzo 2013
In attesa della perturbazione in arrivo optiamo per un percorso già tracciato e tranquillo. Saliamo dalla strada che porta alla Croce di Marone e alla prima piazzola parcheggiamo visto che l'intenzione è quella di fare un giro ad anello scendendo dal sentiero che porta al Bosco degli Gnomi. Primo tratto fino alla croce di Marone quasi tutto su strada. Dopo la croce di Marone seguiamo la traccia che ci porta in vetta al Guglielmo dove, come sempre, troviamo una ressa di skialp. Quassù qualche foto al panorama rovinato dalla foschia e dalle nuvole che avanzano, poi si prosegue in cresta sino al Dosso Pedalta e scendiamo dritti fino ad incrociare il sentiero che sale da Zone. Seguiamo l’evidente traccia fino al sentiero degli gnomi e poi, lungo la strada ritorniamo alla macchina facendo una breve tappa per ammirare le famose piramidi!
MONTE GUGLIELMO - 23 marzo 2013  - FOTOGALLERY
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Alba e Tramonti nevosi in Canto Alto il 19 marzo 2013
Martedì 19/03/2013 sveglia alle 4.30 e salita al Canto Alto per l'alba. Dalla santella nessuno è ancora salito e devo tracciare in un metro di neve fresca. Grande fatica, ma uno spettacolo meraviglioso che ripaga di ogni sfozo!! Alle 7.00 è ora di scendere di corsa per andare al lavoro e così, a malincuore saluto il panorama meraviglioso e giù di corsa! La sera, dopo il lavoro ri-salgo ni Valcava e Pertus per riprendere la grande nevicata...
Alba e Tramonti nevosi in Canto Alto il 19 marzo 2013  - FOTOGALLERY
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Monte Sossino dalla Valcamonica il 16 marzo 2013
Sabato 16/03/2013 salita al monte Sossino dalla Valcamonica con Pierangelo e Mario. Si parte da Navertino e si sale su facile sentiero fino ad arrivare dell'ultimo tratto di salita che è un lungo pendio...Optiamo per salire dalla cresta che è più interessante del pratone. Dalla vetta bellissimo panorama sulla val di scalve e sulla Valcamonica. Tentiamo di concatenare la cima Ezendola, ma è troppo lontana e così ritorniamo dal vallone...
Monte Sossino dalla Valcamonica il 16 marzo 2013 - FOTOGALLERY
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Tramonto con cometa al Linzone il 15 marzo 2013
Venerdì 15/03/2013 salita dopo il lavoro al Linzone imbiancato per riprendere il tramonto e per cercare la cometa visibile in questo periodo nei nostri celi... Dopo aver preso molto freddo e vento si decide di tornare a casa anche se la cometa non l'abbiamo vista! Una volta casa, analizzando bene le foto scopro che la coeta c'è!! Che fortuna!!!
Tramonto con cometa al Linzone il 15 marzo 2013 - FOTOGALLERY
Tramonto con cometa al Linzone il 15 marzo 2013 - FOTOGALLERY
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M.te Bardan e C.ma di Barna - 2 marzo 2013
Trasferta sul confine Italo-Svizzero in compagnia di Sergio, Pier, Matu e Arse (loro due ski-alp) per queste due montagne che, sulla carta, non presentano particolari difficoltà tecniche se non lo sviluppo della salita (circa 10Km) ed il dislivello (circa 1600m). Partiamo da Isola, frazione di Madesimo nel primissimo mattino e, seguendo le numerose tracce, saliamo tranquilli fino al Pian dei cavalli e poi su fino al monte Bardan. Qui gli ski-alp decidono di tornare per non perdersi l’ottima farina che con il Sole potrebbe “bagnarsi”, mentre noi ciaspolatori proseguiamo sulla vicina cima di Barna. Da qui decidiamo di scendere per la val Febbraro per effettuare un anello; si scende rapidi e spensierati sull’ottima neve cercano i passaggi migliori finchè non troviamo un canalino… qui dobbiamo togliere le ciaspole e con attenzione scendere. Al termine dal canalino la “bella” sorpresa; un salto di roccia di circa 10m. Il salto è, evidentemente, insuperabile senza corda e quindi siamo costretti a cercare una via di discesa alternativa che però non troviamo! Dobbiamo così risalire i circa 500m di dislivello ritornando alla cima di Barna da dove torneremo ad Isola seguendo le tracce di salita. Arriveremo a casa alle 20.30 dopo una camminata di 24Km circa ed un dislivello in salita di 2100m…che sgroppata! Siamo riusciti a rendere complicata una tranquilla ciaspolata! Però le condizioni meteo eccezionali ed i panorami immensi e grandiosi ci hanno ripagato di tutte le fatiche compresa la delusione della risalita e dell’anello mancato.
M.te Bardan e C.ma di Barna - 2 marzo 2013 - FOTOGALLERY
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CANTO ALTO imbiancato - 23 febbraio 2013
Per oggi le previsioni sono incerte con ampie possibilità di cattive condizioni; allora decido di godermi una bella dormita e poi, sul tardi di fare una “scampagnata” al Canto Alto. Parto da casa verso le 9.00 con timide schiarite e per le 11.00 sono sulla vetta che però è immersa nella nebbia. Però la neve presente è abbastanza tanta ed il paesaggio magnifico! Proseguo fino ai Prati Parini dove mi godo il “solito” ottimo pranzo e poi giù verso la Valle del Giongo, Bruntino e quindi a casa…
CANTO ALTO imbiancato - 23 febbraio 2013 - FOTOGALLERY
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VIAGGIO ALL'ETNA - febbraio 2013
Un'avventura nata quasi per gioco per una "pazza idea" di Andrea... I preparativi ci impegnano da fine gennaio e finalmente sabato 16 febbraio siamo a Linate pronti per il decollo. Dopo aver caricato la valigia ed il "bagaglio sportivo" si decolla alla volta di Catania. Le previsioni meteo sono incerte e ci preoccupano, ma ad un certo punto ci appare dagli oblò una magnifica piramide bianca che si erge sopra le nuvole ed il mare...è lui...il vulcano più alto d'Europa, che si mostra in tutta la sua bellezza!! Di colpo ogni preoccupazione svanisce e ci godiamo le prime ore di questo nostro soggiorno catanese. Così trascorriamo il sabato in tranquillità tra un arancino in riva al mare ed un'escursione al Cratere Silvertri (2001 m) e la serata nel centro di Catania. La domenica si sale con gli amici del CAI catanese (che tra l'altro ci ospitano nella bella foresteria) al rifugio Sapienza. Da qui si sale risalendo le piste e poi seguendo le vecchie tracce. Poco sotto la torre del Filosofo incontriamo un esperto locale che ci accompagnerà fino in cima al cratere centrale. Infatti a 2900m c'è il divieto di salire per il rischio eruzioni, ed è quindi caldamente sconsigliato avventurarsi da soli! Il nostro nuovo ed esperto amico ci fa da guida e saliamo senza problemi. Le fumarole si fanno sempre più fitte finché arriviamo sul cratere...senza parole ammiriamo questo spettacolo che ci fa anche tremare le gambe visto che ogni tre per due ci sono boati e piccoli terremoti. Da qui proseguiamo ed in breve siamo ai 3340 del Cratere nord, la vera vetta dell'Etna dove ci sono alcuni sci-alpinisti che in breve scendono dal versante nord. Noi ci abbracciamo soddisfatti e poi anche noi scendiamo da nord fino a Piano Provenzana dove un amico del CAI verrà a recuperarci per riportarci “a casa”. Panorami incredibili ed inimmaginabili e sensazioni uniche ci hanno accompagnato per tutto il giorno insieme al Sole, al vento e a qualche inalazione di zolfo! La sera festeggiamo la cima con ottimo pesce in riva al mare ed il giorno dopo, prima di ritornare alle nostre lande, un giro a Taormina e ad Acitrezza. Tre giorni intensi e magnifici resi ancora più unici ed indimenticabili grazie ai panorami, alla particolarità del luogo, alla soddisfazione della cima e traversata e, soprattutto, dall’ottima compagnia di Andrea, Ivan e Luca.
VIAGGIO ALL'ETNA - febbraio 2013 - FOTOGALLERY
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Anello al PIZZO TORNELLO - 9 febbraio 2013
Gita in compagnia di Sergio, Pier, Matu ed Elisa. Tutti a piedi tranne Matu con gli sci. Nonostante qualche acciacco da influenza decido di non mancare a questa escursione e la decisione si rivelerà ottima. Partenza dal Mulino della valle del Timo e risalita dell’omonima ripida valle. Salita con le ciaspole da appena fuori dal bosco su neve a tratti dura e a tratti un po’ crostosa. Ultimo tratto su neve marmorea dove picca e ramponi si divertono e quindi saliamo dritti sotto la croce. In cima una breve pausa e iniziamo la discesa. Nel frattempo arrivano Pier e Sergio dal Tornone. Optiamo per la discesa dalla Valle del Gleno tramite un canalino non molto ripido e abbastanza largo ma molto gelato. Il resto della discesa fino alla diga del Gleno è una camminata in ambiente selvaggio e meraviglioso. Dopo la diga scendiamo a Pianezza (occhio ad alcuni traversi esposti e ghiacciati sul sentiero) e da qui torniamo alla macchina piedi.
Anello al PIZZO TORNELLO - 9 febbraio 2013 - FOTOGALLERY
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Anello al PIZZO TORNELLO - 9 febbraio 2013 - FOTOGALLERY
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Alba al M.te Linzone e Tramonto al M.te Due Mani-dom. 3 febbraio 2013
Domenica ho un impegno per pranzo e quindi non mi posso unire al “solito” gruppo per la classica camminata, ma la giornata è bella e non mi va proprio di stare a casa. Così alle 7.00 mi alzo e via, salgo al “mio solito” linzone dalla Roncola. Ammiro i primi raggi che illuminano le nebbie che si dissolvono e mi “gusto” il freddo vento che mi accoglie sulla cima. Ridiscendo ammirando l’ampio panorama e per le 12.00 sono tranquillamente con le gambe sotto al tavolo! Dopo pranzo, dopo una serie di sms con Andrea, finalmente ci “tiriamo insieme” e decidiamo di percorrere la Valle Taleggio e dal Culmine di San Pietro salire al Monte Due Mani. Da qui, sempre sferzati dal vento freddo, ammireremo uno splendido tramonto sui laghi di Lecco e della Brianza nonché sulle Orobie brembane e poi, sotto una magnifica stellata, ritorneremmo a casa…
Alba al M.te Linzone e Tramonto al M.te Due Mani-dom. 3 febbraio 2013 - FOTOGALLERY
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OFF 2013 -Serata finale - Gran galà della montagna del 26 gennaio 2013
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RESEGONE da Brumano il 17 gennaio 2013
Dopo la bella cavalcata di ieri oggi giretto tranquillo con il papà sui monti di casa. La meta è il Resone da Brumano. Tantissima gente sul percorso, ma per fortuna siamo partiti sufficientemente presto per evitare la ressa sulla cima. Sempre una bellissima montagna con panorami da favola!
RESEGONE da Brumano il 17 gennaio 2013  - FOTOGALLERY
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CAVALCATA SUL TETTO DELLA VAL TALEGGIO - 26 gennaio 2013
Per oggi le previsioni parlano di neve, anche abbondante, fino in pianura. Allora niente camminate in quota e ne approfitto per dormire fino tardi. Ma poi, non resisto alal tentazione di attendere la dama bianca dal Canto Alto e così da casa mi incammino fino alla vetta dove, al rifugio degli Alpini, avrò piacere di incontrare Simone Moro. Dopo quattro chiacchiere torno a casa, ma non prima di una breve tappa ai prati Parini. Purtroppo la neve non si è vista, ma la “girata” è stata, come sempre bella e rilassante! Sabato 26/01/2013 – Cavalcata sul tetto della Val Taleggio Si dice che l’appetito vien mangiando e, mi sa, che anche la voglia di camminare viene camminando, altrimenti non saprei spiegarmi da dove viene la voglia e la determinazione per effettuare una cavalcata come questa. Lasciamo l’auto nel piccolo parcheggio dove parte la strada che conduce a Fraggio e, alle 7.00 precise, ci incamminiamo in direzione della località Bonetto dove prendiamo la “bellissima” strada che ci porta ai Piani di Artavaggio e quindi al rifugio Nicola. Qui pausa caffè prima di incamminarci verso lo Zuccone dei Campelli. Per un bel tratto seguiamo le tracce di qualche scialpinista, ma poi le uniche tracce che restano sono quelle di un camoscio… Che meraviglia, siamo da soli su questa bellissima neve intonsa sopra le nuvole e sappiamo che poco distante da noi su altre cime ed ai Piani di Artavaggio c’è talmente tanta gente che sembra di essere in centro… All’antecima ci accoglie una grande cornice che, con attenzione, supero e mi porto dove attaccano le catene; problema…le catene sono totalmente sommerse di neve polverosa e inconsistente! Inizio così a scavare con la picca e le mani, ma nulla…scavo, scavo e ri-scavo, ma delle catene non c’ è traccia. Solo neve e un po’ di roccia. Visto che sono in una posizione precaria e che mi sto scavando via la neve da sotto i piedi decidiamo che non è il caso di continuare e, a malincuore, decidiamo di rinunciare alla vetta. Ripercorriamo a ritroso il tragitto lungo le belle creste fino alla Baita dove pranziamo. Poi si parte ancora ed in successione saliamo Cima di Piazzo e Sodadura. Qui decidiamo di chiudere l’anello scendendo dal Gherardi, ma poi alla bocchetta di Regadur propongo a Sergio di concatenare anche Aralalta e Baciamorti. Naturalmente Sergio accetta e così alle 15.30 siamo anche su questa cima con la sua bellissima madonnina dorata. Mentre Sergio inizia la discesa verso il passo di Baciamorti rimango ancora qualche minuto in contemplazione di questa meraviglia resa ancor più bella dalla luce calda del tramonto… sono piccoli istanti che regalano immense emozioni indescrivibili…! Poi però è ora di scendere perché l’è amò longa!! Ed infatti arriviamo alla macchina alle 18.00 con il buio della sera ed una sete incredibile visto che le provviste sono finite da un pezzo, ma la soddisfazione per aver compiuto questa grande traversata in invernale è tanta, anzi tantissima!
CAVALCATA SUL TETTO DELLA VAL TALEGGIO - 26 gennaio 2013 - FOTOGALLERY
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Aspettando la neve al CANTO ALTO - il 19 gennaio 2013
Per oggi le previsioni parlano di neve, anche abbondante, fino in pianura. Allora niente camminate in quota e ne approfitto per dormire fino tardi. Ma poi, non resisto alal tentazione di attendere la dama bianca dal Canto Alto e così da casa mi incammino fino alla vetta dove, al rifugio degli Alpini, avrò piacere di incontrare Simone Moro. Dopo quattro chiacchiere torno a casa, ma non prima di una breve tappa ai prati Parini. Purtroppo la neve non si è vista, ma la “girata” è stata, come sempre bella e rilassante!
Aspettando la neve al CANTO ALTO - il 19 gennaio 2013  - FOTOGALLERY
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Alba al PIZZO CERRO il 18 gennaio 2013
Tra le varie nevicate passate e previste c'è un giorno di pausa con cieli sereni...potevo lasciarmi sfuggire questa ghiotta occasione? Assolutamente no! e così ci si incammina alle ore 6.30 dalla chiesa di Catremerio. Le luci della pianura brillano sotto di noi, mentre sopra luccicano le Stelle e la neve sotto i nostri piedi è purissima e sofficissima. Saliamo tranquilli alla luce dei frontalini e per le 7.15 siamo al Pizzo Cerro. Da qui ci godiamo una splendida e "freschina" alba. Poi, purtroppo, è già ora di scendere perchè il lavoro chiama, ma non prima di un brindisi a Sant'Antonio Abbandonato.
Alba al PIZZO CERRO il 18 gennaio 2013 - FOTOGALLERY
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PIZZO TRE SIGNORI - 12 gennaio 2013
Classica escursione su questa meravigliosa montagna con Sergio e Pierangelo. Si parte da Ornica e si sale in vetta dal “solito” itinerario della Val d’inferno. Salendo, ai piedi della sfinge, notiamo una serie di canali che con varie pendenze e difficoltà salgono sulla cresta. Dubbiosi sul fatto che poi la cresta sia percorribile fino in vetta proseguiamo sulla normale raggiungendo la cima. Nello scendere, visto che è presto, risaliamo all’antecima est da dove vediamo la cresta con i vari canali che sbucano e notiamo che la cresta è fattibile. Per curiosità andiamo a vedere i canali e decidiamo di scendere da quello più vicino alla sfinge che non ha pendenza elevata e non contiene salti. Ci ricongiungiamo poi alla traccia normale e ritorniamo a Ornica con la promessa di ritornare per salire da uno dei tanti canali che abbiamo notato oggi!
PIZZO TRE SIGNORI - 12 gennaio 2013 - FOTOGALLERY
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TRAMONTO DELLA BEFANA IN LINZONE - 6 gennaio 2013
Escursione pomeridiana con Andrea e Luca al Linzone e Valcava dove ci fermeremo per la merenda. In cima al Linzone gran vento che però spazza il panorama che ci permette una visuale incredibile su tutta la Pianura Padana e sui monti che la circondano….
TRAMONTO DELLA BEFANA IN LINZONE - 6 gennaio 2013 - FOTOGALLERY
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MONTE PIETRA QUADRA, sab. 5 gennaio 2013
Prima escursione del nuovo anno in compagnia di Sergio, Pierangelo e Mattia. Io e Sergio siamo a piedi mentre gli altri amici con gli sci e la meta è il monte Pietra Quadra. Partiamo da Capovalle alle 7.00 del Mattino con le ultime stelle nel cielo e risaliamo la strada fino alle Baite di Mezzeno che raggiungiamo con il primo Sole. Strada nella prima parte ricca di ghiaccio, mentre nella seconda bella su neve dura. Si prosegue poi verso il Passo di Mezzeno fino al grosso masso dove c’è il bivio per i tre Pizzi. Si segue in direzione di questi ultimi. Arrivati alla base di queste tre belle montagne si devia a destra risalendo tutto il vallone fino alla base della parete finale che porta in vetta al Pietra Quadra. L’ultimo tratto si tribula non poco per via della neve crostosa e non portante, ma con tanta pazienza riusciamo ad arrivare sulla panoramica cima. Gli ski-alp si godono una discesa su ottima neve, mentre noi altri continuiamo a ravanare nella nelle marciotta e dopo un bel po’ di fatica raggiungiamo il pianoro dove possiamo rimettere le ciaspole e ripercorrere il tragitto dell’andata ritornando alle macchine.
MONTE PIETRA QUADRA, sab. 5 gennaio 2013  - FOTOGALLERY
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CAPODANNO 2013 - 30 dic. 2012 – 01 gennaio 2013 – Rifugio Tavecchia
Anche quest’anno, per la quinta volta ormai, saliamo al rifugio Tavecchia in Valbiandino per passare i giorni a cavallo tra il cambio di anno. Saliamo il 30 mattina così al pomeriggio saliamo al rifugio Grassi e Zuc di Valbona per il freddo tramonto. Il 31, prima di iniziare la maratona che ci porterà al nuovo anno giretto al lago di Sasso. Per il resto sempre eccezionale il trattamento riservatoci al rifugio e tantissima allegria ed amicizia…BUON ANNO A TUTTI!! .
CAPODANNO 2013 - 30 dic. 2012 –ì 01 gennaio 2013 – Rifugio Tavecchia - FOTOGALLERY
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